Il Transgenderismo e la Religione
04 lug 2010 Lascia un commento
in Transessualismo Etichette: transessuale, Transessualismo, transessualità
Quest’articolo è piuttosto lungo. E’ pressapoco la traduzione di ciò che potete trovare su Wikipedia inglese alla pagina corrispondente.
Si intende qui transgenderismo come termine-ombrello per tutte quelle identità in cui il genere o l’espressione di genere non corrispondono al sesso assegnato alla nascita.
Il Transgenderismo e la Religione
La relazione tra transgenderismo e religione varia molto nelle diverse parti del mondo. Le religioni vanno dal condannare qualsiasi comportamento di “genere discordante” (dal sesso biologico), all’onorare le persone transgender come capi religiosi. Le vedute variano considerevolmente persino all’interno di una stessa religione.
Religioni Abramiche
Le religioni abramiche hanno storie della creazione in cui Dio crea le persone, “maschio e femmina”. Questo viene a volte interpretato come un comando divino contro le persone di genere discordante. La Torah contiene specifiche proibizioni sul travestitismo e il danneggiamento dei genitali.
v Ebraismo
Il termine saris, generalmente tradotto come “eunuco”, appare 45 volte nel Tanakh. Si riferisce spesso a una persona fidata ma di genere discordante a cui era delegata autorità da una persona potente. Non è chiaro se il più di questi fosse effettivamente castrato. In Isaia 56 Dio promette agli eunuchi che onorano il sabato e rimane fermo nel suo impegno di costruire un monumento particolarmente bello per loro in cielo, per ripagarli della loro impossibilità di avere figli.
Alcuni Ortodossi affermano che il sesso/genere è un’innata ed eterna categoria e citano versi dal Libro della Genesi a proposito di Adamo ed Eva e la creazione del maschio e della femmina. Ci sono, nondimeno, autorità Ortodosse che riconoscono la necessità medica della riassegnazione sessuale così come l’efficacia dell’intervento di riassegnazione di sesso (SRS) nel cambiare la designazione del sesso alachico.
L’Ebraismo Conservativo ha vedute contrastanti sulle persone transgender. Nel 2003, il CJLS (Comitato sulla Legge e gli Standard Ebraici) ha approvato una decisione rabbinica che concluse che l’intervento di riassegnazione (SRS) di sesso può essere permesso come trattamento della disforia di genere, e che lo status sessuale di una persona transgender sotto la legge Ebraica è cambiato dall’SRS. Non ci sono ancora stati rabbini o studenti rabbinici affiliati con l’Ebraismo Conservativo.
L’Ebraismo Riformato ha recentemente espresso vedute positive sulle persone transessuali. La Commissione sull’Azione Sociale ha approvato una delibera nel 2003 per incoraggiare l’inclusione e l’accettazione delle persone transgender. Quello stesso anno, il primo studente transgender (ftM) è stato ammesso alla scuola rabbinica all’Hebrew Union College. David Saperstein del Religious Action Center ha richiesto un decreto antidiscriminazione per l’impiego.
Numerosi gruppi Ebrei non-confessionali forniscono risorse per le persone transgender. Hillel International ha pubblicato una guida di risorse LGBTQ nel 2007. Jewish Mosaic ha pubblicato interpretazioni dei testi Ebrei che affermano le identità transgender.
v Cristianesimo
Il Nuovo Testamento è più ambiguo sulle identità di genere discordante rispetto al Vecchio Testamento. Gli eunuchi sono indicati come candidati accettabili per l’evangelizzazione e il battesimo, come dimostrato in una storia sulla conversione di un eunuco Etiope. Ad un certo punto, rispondendo a delle domande sul matrimonio e il divorzio, Gesù dice che “ci sono eunuchi che sono così dalla nascita, e ci sono eunuchi che sono stati resi tali da altri, e ci sono eunuchi che hanno reso sé stessi eunuchi per il regno dei cieli.” C’è stata discussione sul significato della scelta di un eunuco Etiope per essere la prima conversione di un gentile al Cristianesimo: l’inclusione di un eunuco, rappresentante una minoranza sessuale, simile ad alcune incluse sotto l’odierna categoria transgender, nel contesto dell’epoca.
Un documento del 2000 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede Cattolica conclude che le procedure di “cambio di sesso” non cambiano il genere di una persona agli occhi della Chiesa. “Il punto chiave”, dice il documento citato,”è che l’operazione chirurgica transessuale è così superficiale ed esterna che non cambia la personalità. Se la persona era un maschio, rimane un maschio. Se era una femmina, rimane una femmina.”
Le confessioni cristiane moderne variano nelle loro vedute. L’Associazione Unitaria Universalista è stata la prima confessione ad accettare le persone transgender come membri a pieno diritto con l’idoneità a diventare membri del clero, e la prima ad aprire un ufficio per Bisessuali, Omosessuali, Lesbiche e Transgender. Il Sinodo Generale della Chiesa Unita di Cristo ha richiesto la piena inclusione delle persone transgender nel 2003. Nel 2008, il Consiglio Giudiziario della Chiesa Metodista Unita ha deliberato che il pastore transgender Drew Phoenix poteva mantenere il suo incarico. Alla Conferenza Generale della CMU lo stesso anno, numerose petizioni che avrebbero proibito il clero alle persone transgender e che volevano aggiungere linguaggio anti-transgender al Libro della Disciplina sono state rigettate. La Chiesa Cattolica non ritiene che l’intervento di riassegnazione sessuale cambi il genere agli occhi di Dio. Al contrario, la Chiesa Anglicana ha ordinato come prete una donna transessuale.
v Islam
Nell’Islam, il termine mukhannathun è usato per descrivere le persone di genere discordante, solitamente le transessuali mtF. Né questo termine né l’equivalente di “eunuco” appaiono nel Corano, ma il termine appare nell’Hadith, i racconti di Maometto, che hanno uno status secondario al testo centrale. Inoltre, all’interno dell’Islam, c’è una tradizione sull’elaborazione e il raffinamento delle dottrine religiose estese durante l’erudizione. Questa dottrina contiene un passaggio sorprendentemente positivo sul transgenderismo dallo studioso e collettore di Hadith An-Nawawi:
Un mukhannathun è colui che possiede nei suoi movimenti, nel suo aspetto e nel suo linguaggio le caratteristiche di una donna. Ce ne sono due tipi; il primo è quello in cui queste caratteristiche sono innate, non le ha indossate da solo, e perciò non c’è colpa né vergogna, fintanto che non commetta alcun atto (illecito) o le sfrutti per denaro (prostituzione ecc.). Il secondo tipo si comporta come una donna per scopi immorali ed egli è il peccatore e biasimevole.
L’Iran esegue più operazioni di cambio di sesso di qualsiasi altra nazione nel mondo eccetto la Tailandia. E’ sancita come una supposta “cura” per l’omosessualità, che è punibile con la morte secondo la legge iraniana. Il governo fornisce persino fino alla metà del costo per coloro che hanno bisogno di assistenza finanziaria e il cambio di sesso è riconosciuto sul certificato di nascita.
Lo status di mukhannathun nell’Islam è stato parzialmente basato sulla loro inabilità di avere del sesso penetrativo con le donne, o per inclinazione o per via di interventi anatomici. Erano ammessi negli harem ma espulsi se mostravano interesse sessuale nelle donne. In alcuni periodi storici (quando vi erano sanzioni contro la discordanza di genere) era richiesta la castrazione, ma alcuni mukhannathun reagivano positivamente invece che negativamente.
Religioni Dharmiche
v Induismo
La religione tradizionale del subcontinente indiano, l’Induismo, ha una identità storicamente robusta e di lunga data per la discordanza di genere che funziona come una sorta di casta. Il termine generale è Hijira ma le diverse regioni con lingue completamente differenti hanno altri termini per casi pressappoco omologhi con dei dettagli che variano, per esempio un’altra casta che funziona nello stesso modo è l’Arvani. Queste caste tipicamente hanno uno status molto basso ed è considerata una tragedia per un bambino finirvi dentro. In alcune parti dell’India queste caste hanno uno status legale speciale col quale i loro membri sono le sole persone nella popolazione che possono prostituirsi legalmente - e in un certo senso ci si aspetta che si guadagnino da vivere in quel modo.
La filosofia Hindu ha il concetto di un terzo sesso o terzo genere (tritiya-prakriti – letteralmente, “terza natura”). Questa categoria include una vasta gamma di persone con nature maschili e femminili mischiate come le persone transgender, omosessuali, transessuali, bisessuali, intersessuali, e così via. Queste persone non erano considerate completamente maschio o femmina nell’Induismo tradizionale, essendo una combinazione di entrambi. Sono menzionati come terzo sesso per natura (nascita) e non ci si aspettava che si comportassero come uomini o donne ordinari. Spesso avevano proprie associazioni o quartieri, facevano specifici mestieri (come massaggiatori, parrucchieri, fiorai, domestici, ecc.) e gli era generalmente attribuito uno status semidivino. La loro partecipazione in cerimonie religiose, in particolare come danzatori travestiti e devoti di alcuni dei/dee del tempio, è considerata infausta nell’Induismo tradizionale. Alcuni Hindu credono che le persone del terzo sesso abbiano poteri speciali che permettono loro di benedire o maledire gli altri. Comunque, queste credenze non sono sostenute in tutte le divisioni dell’Induismo. Nell’Induismo, la creazione universale è onorata come illimitatamente varia e il riconoscimento di un terzo sesso è semplicemente un ulteriore aspetto di questa visione.
v Buddismo
In generale, i testi Buddisti non distinguono l’attività sessuale omosessuale da quella eterosessuale, entrambe viste come non favorevoli alla crescita spirituale.
Nel Buddismo Tailandese, essere katoey (un termine ombrello che copre pressappoco la gamma di identità che va dal transessualismo mtF all’omosessualità maschile) è visto come parte del karma di una persona. La reazione è una di “pietà” piuttosto che di “colpa”. I katoey sono generalmente visti come aventi poche probabilità di formare relazioni durature con degli uomini, e la spiegazione data al loro karma è che stiano pagando i debiti di un comportamento adultero in delle vite passate. Nel passato hanno distrutto dei matrimoni, e ora sono destinati a non sposarsi mai.
In Tailandia, alle katoey non era permesso di diventare legalmente femmine o sposarsi, fino al 2007 (in seguito al colpo di stato tailandese del 2006) quando le leggi furono cambiate e alle katoey post-op è stato permesso di cambiare il loro genere legale. In pratica, prima di ciò, le katoey spesso sposavano degli Europei e lasciavano la Tailandia.
Nel Buddismo Theravada i monaci prendono i voti di castità, e l’autocontrollo sugli impulsi sessuali è idealizzato come una parte del cammino verso il Nirvana. Negli anni Ottanta, in risposta alla crescente conoscenza della crisi dell’AIDS, alcuni scrittori Buddisti attinsero a degli insegnamenti Buddisti per argomentare che il comportamento omosessuale fosse innaturale e immorale e che dimostrasse una mancanza di autocontrollo. Comunque, altri studiosi Buddisti hanno argomentato che il debito karmico si accumula solo intorno all’immoralità eterosessuale quando le nozioni patriarcali di proprietà del maschio della sessualità femminile vengono distrutte (per esempio, il sesso prematrimoniale è un “furto della verginità” da parte di un uomo al padre della donna). Secondo questa visione, le difficoltà e il dolore delle vite delle persone di genere discordante sono parte di come questo debito è ripagato in vite successive e in quanto tale non comporta alcun debito karmico addizionale.
Scintoismo
I kami shinto associati con l’amore dello stesso sesso e la discordanza di genere includono: le Shirabyoshi, kami femmina o transgender, rappresentate come mezze umana, mezze serpente. Sono connesse ai sacerdoti scintoisti dallo stesso nome, che sono solitamente femmine (o occasionalmente transgender) ed eseguono danze rituali in abiti tradizionali maschili; l’Oyamakui, uno spirito transgender delle montagne che protegge l’operosità e la gravidanza; e Inari, il kami dell’agricoltura e del riso, che è rappresentato come vari generi, essendo le più comuni rappresentazioni una giovane dea femmina del cibo, un vecchio uomo che porta del riso, e un bodhisattva androgino. Inari è inoltre associato con le volpi e i Kitsune, spiriti-volpe ingannatori mutaforme. I kitsune a volte si camuffano da donne, indipendentemente dal loro vero genere, per indurre con l’inganno uomini umani ad avere relazioni sessuali con loro. Era credenza comune nel Giappone medievale che qualsiasi donna incontrata sola, specialmente al tramonto o di notte, potesse essere una volpe.
Confucianesimo
Una questione su cui il Confucianesimo è molto chiaro è l’importanza della devozione filiale accompagnata dall’adorazione degli antenati. Le persone devono rispettare ed obbedire ai loro genitori, sposarsi, e avere bambini che espandano le loro stirpi. Le persone di genere discordante che sono fisicamente capaci di soddisfare questo standard sarebbero generalmente incoraggiate ad entrare in una relazione coniugale, avere bambini, e fare qualcosa di discreto (per esempio avere dei partner omosessuali) in privato, se assolutamente necessario. Il transessualismo non è ovviamente in linea con questo schema.
Religioni Cinesi
Gli eunuchi, persone dal corpo maschile castrate per stare al servizio del re, esistevano in Cina dal 1700 a.C. al 1924 d.C. Questo ruolo sociale aveva una lunga storia, con una comunità continuativa, e un ruolo molto pubblico. Prima di essere castrato ad un eunuco cinese veniva chiesto se avrebbe rimpianto la castrazione e se la risposta era no allora l’operazione aveva luogo. E’ una domanda aperta chi avrebbe risposto così e perché. Lo status storico degli eunuchi cinesi è una curiosa mescolanza di estrema debolezza e grande potere. L’attrattiva del potere e dell’ascendente erano a volte offerti come scuse per la decisione di diventare un eunuco. E’ stato speculato che i monarchi cinesi si fidassero dei loro eunuchi perché l’inabilità di avere bambini li lasciava senza motivazione per volere il potere o la ricchezza. Non è chiaro fino a che punto gli eunuchi fossero transgender o di genere discordante, ma la storia degli eunuchi nella cultura cinese è importante per le sue vedute sulle persone transgender.
Credenze Religiose Africane
Il popolo Akan del Ghana ha un pantheon di dei che include personificazioni di corpi celestiali. Queste personificazioni si manifestano come divinità androgine o transgender, e includono Abrao (Giove), Aku (Mercurio), e Awo (la Luna).
La mitologia del popolo Shona dello Zimbabwe è governata da un dio creatore androgino chiamato Mwari, che occasionalmente si divide in aspetti maschili e femminili separati.
Credenze Aborigene Australiane
La popolazione indigena dell’Australia ha una religioni sciamanica, che include un pantheon di dei. Il dio serpente-arcobaleno Ungud è stato descritto come androgino o transgender. Gli sciamani identificano i loro peni eretti con Ungud, e la sua androginia ispira alcuni a sottoporsi ad una sottoincisione cerimoniale del pene. Angamunggi è un altro dio serpente-arcobaleno transgender, adorato come un “donatore di vita”.
Altri esseri mitologici australiani includono Labarindja, donne selvaggie o “donne demone” dalla pelle blu con i capelli color fumo. Storie su di loro le mostrano completamente disinteressate nell’amore o nel sesso con gli uomini, e qualunque uomo che forzasse la sua attenzione su di loro potrebbe morire, per via della “magia maligna nelle loro vagine”. Sono a volte raffigurate come androgine o intersessuate, avendo sia il pene che la vagina. Questo viene rappresentato nei rituali facendo interpretare la loro parte da degli uomini in abiti femminili.
Credenze delle Isole del Pacifico
Intermediari spirituali di un terzo genere, o di genere discordante, sono spesso trovati in molte culture delle isole del Pacifico, inclusi il Bajasa del popolo Toradja Bare’e di Celebes, il Bantut del popolo Taosug delle Filippine del Sud, e il Bayoguin delle Filippine precristiane. Questi sciamani sono solitamente biologicamente maschi ma mostrano comportamenti e aspetto femminili, e hanno spesso inclinazioni omoerotiche. Le Filippine precristiane avevano una religione politeista, che includeva gli dei transgender o ermafroditi Bathala e Malyari, i cui nomi significano “Uomo e Donna in Uno” e “Il Potente” rispettivamente. Questi dei sono adorati dai Bayagoin.
I Big Nambas di Vanuatu hanno il concetto delle relazioni tra uomini divinamente approvate, con il partner più vecchio chiamato il “dubut”. Questo nome è derivato dalla parola per squalo, riferendosi alla protezione del dio creatore ibrido squalo-umano Qat.
Nel loro pantheon di divinità, i Ngaju Dayak del Borneo adorano Mahatala-Jata, un dio androgino o transgender. La parte maschile di questo dio è Mahatala, che domina il mondo terreno, ed è raffigurato come un bucero che vive al di sopra delle nuvole sulla cima di una montagna; la parte femminile è Jata, che domina il mondo degli Inferi da sotto il mare nella forma di un serpente d’acqua. Queste due manifestazioni sono collegate attraverso un ponte incastonato di gioielli che è visto come un arcobaleno nel mondo fisico. Mahatala-Jata è servito da “balian”, ierodule femmine, e da “basir”, sciamani transgender metaforicamente descritti come “serpenti d’acqua che sono allo stesso tempo buceri”. Simili sciamani transgender, i “manang bali”, possono essere trovati nel popolo Iban Dayak. I Manang Bali si vestono e comportano come donne ed hanno relazioni omoerotiche. Questo li rende sia oggetto di ridicolo sia rispettati come intermediari spirituali. I ragazzi destinati a diventare Manang Bali possono prima sognare di diventare una donna e anche di essere evocati dal dio/dea Menjaya Raja Manang o dalla dea Ini. Menjaya Raja Manang iniziò la sua esistenza come dio maschile, finché la moglie di suo fratello non si ammalò. Questo portò Menjaya a diventare il primo guaritore del mondo, permettendogli di curare sua cognata, ma questo trattamento risultò anche trasformare Menjaya in una donna o in un essere androgino.
Neopaganesimo
Le persone transgender sono quasi sempre le benvenute nelle singole comunità, congreghe, gruppi di studio, e circoli. Molti transgender neopagani erano inizialmente attratti dalle religioni neopagane per via di quest’inclusione.
Comunque, alcuni gruppi neopagani non gradiscono le persone transgender. In alcuni casi, questo è per via dell’enfasi sull’unione di maschio e femmina, e l’esclusione degli individui transgender da tali pratiche. Inoltre, alcuni gruppi separatisti escludono le persone transgender, spesso sulla base che gli individui non-transgender condividono alcune qualità spirituali derivate dal loro sesso genetico o biologico. La Wicca Dianica è un esempio di tali gruppi separatisti.
Mitologia Classica
Il dio protettore di ermafroditi e travestiti è Dioniso, un dio stato in gestazione nella coscia di suo padre Zeus, dopo che sua madre morì sopraffatta dalla vera forma di Zeus.
In aggiunta, gli Dei Nordici erano in grado di cambiare genere a piacere, per esempio Loki, il dio ingannatore, si camuffava frequentemente da donna e diede alla luce un puledro nella forma di una giumenta bianca, dopo un rapporto sessuale con lo stallone Svaðilfœri. La comparazione di un uomo ad una donna incinta era un insulto comune in Scandinavia, e l’implicazione che Loki potesse essere bisessuale era considerata un insulto.
La fertilità umana era un grande aspetto della mitologia egiziana, ed era spesso intrecciata con la fertilità del raccolto fornita dall’inondazione annuale del Nilo. Questa connessione era mostrata nell’iconografia degli dei del Nilo, come Hapy, dio del fiume Nilo, e Wadj-wer, dio del delta del Nilo, che nonostante fossero maschi erano raffigurati con attributi femminili come dei seni cadenti, simboleggianti la fertilità che il fiume fornisce.
“Il terzo sesso” – Articolo
02 lug 2010 Lascia un commento
Questo è un articolo pubblicato sul sito giornalistico Il Calabrone, di Federica Rubini, si tratta di un’intervista a me e ad un altro ragazzo ftM di nome Thomas: ecco qui il link.
P.S. forse non c’é neanche bisogno di puntualizzare che dal mio punto di vista cominciare un articolo sul transessualismo con “FtM – Donne che transitano dal corpo femminile a quello maschile” equivale a partire un’pò col piede sbagliato =/
Un Figlio Transessuale
07 lug 2009 2 commenti
in Transessualismo Etichette: figli, genitori, intersex, Transessualismo, transessualità
Traduzione di: TS Child, di Nick e Lily LittleWolf, dal sito The T-Male
Scusate per i troppi asterischi al posto di “a/o”
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Alcuni genitori trovano la transizione di loro figli* difficile da accettare, ancor di più da capire. Domande comuni sorgono quando un genitore deve affrontare la notizia che loro figlia non desidera più vivere come una femmina e loro figlio non desidera più vivere come un maschio.
“Come può mi* figli* far questo? Come può fare questo a ME? Cosa ho fatto di sbagliato? Dove ho sbagliato?”
L’autovalutazione è inevitabile anche per quei genitori che accettano la transizione di loro figli* senza troppi problemi. Ogni genitore attraversa qualche forma di auto-incolpazione o rimpianto per via del desiderio di transizionare del/la figlio/a. Spesso il genitore si sente come se stesse perdendo il/la propri* figli*. Per loro è come una morte in diversi modi.
Il fatto è, che non stai perdendo un figlio o una figlia. E non sarò ottuso e non ti insulterò dicendoti che non stai perdendo una figlia, stai guadagnando un figlio o viceversa. Io so come lo sai tu che questo non allevierà i sentimenti che stai provando adesso. Questi sentimenti sono completamente normali e il/la figli* che transiziona deve capirlo e non arrabbiarsi con te perché ti senti così.
Tu* figli* è ancora vivo e tu, il genitore, sei fortunato ad avere ancora tu* figli* al contrario di altri genitori il cui figlio è deceduto. Hai ancora tu* figli*, solo un* figli* che si sta evolvendo nella persona che doveva essere. Un giorno vedrai la bellezza di ciò.
Dato che questa è come una morte in molti modi, mi piacerebbe condividere con voi le 5 fasi dell’elaborazione del lutto. (*) Molti genitori attraversano alcuni di questi se non tutti a volte il figli* che transiziona prova alcuni sentimenti contrastanti che ricadono in una o più di queste categorie.
Le 5 fasi del lutto sono: (variazione delle 5 fasi del lutto della dottoressa Elisabeth Kübler-Ross)
La prima fase è quella della Negazione o del Rifiuto:
Subito dopo aver sentito la notizia, il genitore reagisce con uno scioccato “no, non mio/a figlio/a”. Secondo la dr.ssa Kübler-Ross, questa è una fase salutare, e permette alla famiglia di sviluppare altre difese.
Poi viene la Rabbia o il Risentimento:
“Perché io?” è la domanda fatta ora. “Perché mi* figli*?” L’incolpamento, diretto contro il figlio e Dio, è spesso parte di questa fase. Questo sfogo dovrebbe essere accettato, senza giudizio anche dalla persona transizionante.
La terza fase è il Patteggiamento:
“Sì, ma…” “se aspetti cinque anni, ti passerà…” Questo è un periodo di tregua temporanea che alla fine risolverete. Raramente se non mai al figlio passerà perché non è una fase.
La quarta fase è la Depressione:
Ora il genitore dice: “Sì io, sì mi* figli*” col coraggio di accettare che sta succedendo, che è reale. Questa ammissione è spesso accompagnata da depressione (Nota: la famiglia spesso attraversa tutte le fasi, insieme al genitore.)
Alla fine viene l’Accettazione:
Un tempo per affrontare questa transizione con calma, accogliendo il figlio in transizione con amore e comprensione.
Nel Talmud, c’è la storia di un Figlio che deviò dalla strada del Padre. Il Padre disse: “Torna da tuo Padre.”
Il Figlio replicò: “Non posso.”
Il Padre disse di nuovo: “Torna da tuo Padre.”
Il Figlio replicò di nuovo: “Non posso.”
Il Padre allora disse: “Allora arriva fin dove puoi e io farò il resto della strada.”
Questa storia può essere applicata a questo tipo di difficile esperienza: tua figlia che desidera essere vista come tuo figlio (o tuo figlio che desidera essere visto come tua figlia) e che devia da ciò che tu o il Padre vede come giusto. Insegna a te, il genitore, che invece di combattere i desideri e il volere di tu* figli*, è saggio arrivare ad un incontro di menti e accettarsi l’un l’altro e trovare un terreno comune.
Una cosa abbastanza interessante, fino alla dodicesima settimana di gravidanza, tutti i feti sono femmine (alcuni dicono l’ottava settimana – io non aderisco, basandomi sui dati che ho ricercato). Ogni feto ha gonadi che devono ancora formarsi in testicoli oppure ovaie. Questi due oggetti fibrosi non sono né testicoli né ovaie. La piccola protuberanza dall’area genitale può diventare un pene o un clitoride ma è lo stesso tessuto spugnoso. Cose come un bagno di testosterone creato dal feto o un cambiamento di temperatura possono determinare di quale sesso/genere il bambino sarà alla fine. Ma non significa che il cervello sarà in sintonia col corpo. Molte cose possono andare e vanno male. Esistono molti difetti di nascita che coinvolgono direttamente i genitali del bambino o come essi matureranno nel sesso/genere con cui il bambino è nato. Potresti rimanere sorpreso di quanto spesso i difetti di nascita accadono. E’ stato teorizzato che una nascita su 2000 risulta in qualche forma di condizione intersessuata o di genitali ambigui. Alcune condizioni sono molto difficili da determinare: i genitali potrebbero sembrano maschili ma in realtà il bambino è una femmina e viceversa. Alcune anomalie sono così lievi che vengono spesso sorvolate dai medici anche fino all’età adulta. Ma nel caso dei transessuali, solo perché il difetto non è visibile, non significa che non esista. Il cervello di tuo figlio è Maschile (o Femminile se MTF) e la scienza non l’ha smentito! Infatti, ci sono stati studi di genere su cervelli di MTF (NdT: Maschio Transizionante a Femmina) fatti in Olanda che provano che le transessuali MTF hanno il cervello di una femmina, cosa rilevata in una sezione dell’ipotalamo. Per maggiori informazioni in proposito visitate: http://www.symposion.com/ijt/ijtc0106.htm
E come con l’affrontare il dilemma di avere a che fare con un figlio che desidera poi vivere nel genere opposto a quello con cui sembravano essere nati; un figlio nato con malformazioni genitali non è più colpa tua o meno credibile di una figlia che desidera poi transizionare a maschio o un figlio che vuole poi transizionare a femmina!
Tu, come genitore, hai una scelta. Puoi provare a saperne di più in proposito (e suppongo sia così se stai leggendo questo) per poter capire, amare e dare supporto a tu* figli*, o puoi voltargli le spalle, essendo costantemente in disaccordo o tentando di cambiarl* nelle tue aspettative e rischiare di perderl*.
Qual è la tua scelta?
Lo hai messo al mondo sapendo che non sarebbe stato in alcun modo più perfetto di te, quindi è insensato cercare di renderlo ciò che tu vuoi che sia o fargli soddisfare i tuoi standard. Questo è degradante ed pretendere la perfezione è avvilente. Come genitore, sai che è sbagliato, nel profondo sai che è vero.
Se pensi di sapere cos’è meglio per tu* figli* in questa situazione, mi dispiace ma, non è così, non se tu* figli* è maggiorenne e in età del consenso.
Chiudendo, per favore tieni a mente che il tasso di suicidi è alto. E’ dura abbastanza così com’è senza costante interferenza dalla famiglia. Quando un genitore che si rifiuta di apprendere o ascoltare è aggiunto al mix, le probabilità incrementano che i giorni sulla Terra di tu* figli* siano ridotti dalle tue azioni. La maggior parte se non tutte le persone che desiderano transizionare esperienzano una profonda depressione e l’hanno avuta per molti anni. Molti possono essere spinti oltre il limite con poco sforzo. Comunque, è stupefacente come l’amore possa portare la persona via da quella soglia con lo stesso sforzo.
Se tuo figlio commette suicidio perché si sente alienato dalla famiglia, da te, allora dovrai fare i conti con il “Cosa ho fatto di sbagliato?” avendo una ragione legittima per domandartelo. Sarai ufficialmente in lutto per la sua morte.
A proposito di Transessualismo
06 ago 2008 Lascia un commento
in Transessualismo Etichette: ftm, harry benjamin syndrome, intersex, mtf, Sindrome di Harry Benjamin, transessuale, Transessualismo, transsexualism
Articolo tradotto dal sito Gendercare, della dottoressa Torres, una sorta di clinica nel Web a cui è possibile rivolgersi per l’iter; il sito è disponibile in 4 lingue, inglese, portoghese, spagnolo e francese. Preciso che non conosco nessuno che l’abbia utilizzata. L’articolo parte spiegando il ragionamento degli psicologi da cui si sviluppò l’idea che il transessualismo fosse una malattia mentale.
A proposito della Sindrome di Harry Benjamin (HBS) / Transessualismo (TS)
Il transessualismo è un mistero.
Perché qualcuno che ha dei normali genitali con un tipico sviluppo sessuale si sentirebbe e si auto-identificherebbe come appartenente al sesso opposto?
Psichiatri e psicologi hanno immediatamente concluso: hanno un problema mentale! Non hanno una corretta percezione della REALTA’!
Da allora, per avere qualunque aiuto, queste persone erano considerate avere un problema mentale – una mancanza di corretta percezione della realtà.
Il punto era, psichiatri e psicologi – come dottori e famiglie, inclusa la legge – capivano qualche aspetto della “realtà” da un particolare punto di vista:
1. La bipolarità genere/sesso era “normale” e “radicale”, in un assoluto (ideologico) punto di vista;
2. L’assoluta determinazione del genere dalla conformazione genitale come una realtà assoluta (ideologica);
3. Ogni individuo che non percepisse la realtà IN QUEL MODO sicuramente non percepiva la “realtà” (ideologica) in maniera corretta, e aveva bisogno di una valutazione mentale e di un trattamento mentale;
4. Ogni cambiamento del corpo, principalmente la correzione genitale non sarebbe stata una “correzione” ma un “crimine” contro l’individuo (dovuto alla sua mancanza di giusta percezione della realtà), contro la società, contro “Dio”.
Poi, l’affermazione 4 cambiò a una nuova, quando dopo un sacco di valutazioni mentali qualcuno poteva avere un “riassegnamento di sesso”.
Su un punto, quasi tutti i terapisti erano d’accordo: qualcuno che volesse “cambiare sesso”, era necessariamente un “omosessuale radicale” in verità. Una specie di “sciocco” omosessuale – per il quale essere omosessuale non sarebbe stato abbastanza, sarebbe stato necessario anche cambiare il corpo.
Allora, qualcuno che mostrasse la necessità di “cambiare sesso” e che non fosse “omosessuale” sarebbe stato davvero assolutamente inaspettato. Cambiare sesso da M a F e poi comportarsi da lesbica! O viceversa da uomo gay! Assurdo! Una specie di “autoginefilia” o una specie di “autoandrofilia”.
Tutte queste reazioni al FATTO che l’identità di genere NON E’ DEFINITA dai genitali – né dai cromosomi, né da alcun altra semplice singola causa – hanno fuorviato gli “esperti”, la maggior parte fino al giorno d’oggi.
Un altro importante FATTO era che, per quasi tutto il tempo, gli “esperti” hanno ignorato che la percezione di sé è qualcosa costruito ATTRAVERSO IL CERVELLO, e quindi il cervello è necessariamente importante nella costruzione dell’identità di genere.
Dagli anni ’60, il dr. Gunther Dörner, Ph.D., capo del Dipartimento di Endocrinologia dell’Università Humboldt a Berlino (Berlino Est all’epoca) cominciò a fare ricerche sulla differenziazione sessuale del cervello – in topi e altri roditori. Percepì che, quando distruggeva parti dei cervelli dei topi, essi cambiavano la loro postura sessuale. Gli originari maschi mostravano posizioni sessuali femminili, e viceversa. I genitali erano normali, la genetica era normale, i cervelli erano manipolati.
In un certo modo, la “percezione di sé” del topo cambiava, cambiando il cervello.
Il Dr. Dorner stava creando “topi transessuali” in laboratorio.
Sfortunatamente, lo stesso ricercatore non comprese correttamente i suoi stessi risultati – negli anni ’60 e ’70 e anche negli ’80 il problema non era il transessualismo ma l’omosessualità – ed egli interpretò i risultati come se i topi stessero cambiando da eterosessuali a omosessuali.
In tal modo, la sua ricerca non fu accettata molto bene nel mondo occidentale, e la maggior parte della sua ricerca andò quasi persa col tempo.
Allo stesso tempo, in USA, il Dr. John Money, Ph.D., affermò che qualcuno “impara ad essere un ragazzo o una ragazza come impara una lingua”. E mostrò David Reimer come prova, la sicura prova della sua ricerca e le sue conclusioni. Poi, attraverso il Dr. Milton Diamond, Ph.D. e il giornalista John Colapinto, il mondo seppe che i risultati di David Reimer erano un falso (in seguito si suicidò), e che egli non imparò mai ad essere una ragazza.
Gunther Dorner era molto più vicino alla realtà che John Money – e prendemmo la strada sbagliata allora.
Il cervello è la parte centrale dove si sono formate tutte le nostre auto-percezioni – inclusa quella di genere.
I processi di differenziazione che governano la differenziazione sessuale delle parti basali del cervello come la stria terminale, l’ipotalamo, l’amigdala e altre parti del sistema libico, sono diversi quando comparati con la differenziazione dei tessuti genitali. Accadono con comandi differenti, in momenti differenti durante la gestazione. E molte esperienze coi Rhesus mostrano che queste parti del cervello basale sono ben sviluppate e formate alla nascita per tutti i primati, incluso l’uomo. Così, come affermai nel 1995, e fu pubblicato in Brasile nel 1998 (“Meu Sexo Real” – Martha Freitas (il mio pseudonimo) – Vozes Editors, 1998), l’identità di genere è eretta nel cervello, e la sua parte gheriglio centrale è il cervello basale – e nei primati, quella formazione avviene durante la gestazione – e può essere in NEURODISCORDANZA DI GENERE in relazione ai tessuti genitali.
Questo termine, Neurodiscordanza di genere (Neurodiscordância de Gênero – l’originale in portoghese), fu stabilito da noi – Dr. Dorina Epps Quaglia,MD, Ph.D.; Dr. Jalma Jurado, MD, Ph.D.; Dr. Julio Cezar Meirelles Gomes, MD, Ph.D., e me, dopo un incontro tenuto in Brasile a proposito di questi argomenti, e in seguito fu considerata in qualche documento.
Consideriamo di nuovo i vecchi punti di vista:
1. Il genere è una bipolarità. Semplicemente, NON E’ UNA BIPOLARITA’. E’ uno spettro, dove eventi estremi come la neurodiscordanza di genere – o transessualismo o Sindrome di Harry Benjamin – sicuramente accadono. Accadono in basse probabilità, sono rari, come i grandi terremoti sono rari. Ma essi esistono e SONO REALI, sono una parte della realtà.
2. Il genere NON E’ DETERMINATO DALLA CONFORMAZIONE GENITALE. Questa è una semplificazione che porta a grossi errori. L’identità di genere è connessa al cervello – il cervello è una parte del corpo. Il cervello non ha bisogno di essere in armonia coi tessuti genitali, per via del fatto che i processi di formazione sono differenti, con comandi differenti, organizzati in modi differenti in momenti differenti. I processi cerebrali sono molto più complessi di quelli genitali, ed entrambi sono complessi e non esistono rapporti semplici tra di loro.
3. La percezione della realtà non è basata solo su mezzi gaussiani. La realtà è qualcosa di estremamente complesso, qualcosa che ha bisogno della Meccanica Quantistica per alcune scale e della Teoria della Relatività per altre. La realtà è nella nostra scala molte volte frattale, simile a sé stessa, eventi estremi possono succedere e sono reali. La vecchia semplicità – e l’eliminazione dell’inaspettato come “anormale” era il problema di mancanza di realtà. Il problema era in una superficiale percezione della “scienza” da parte degli “esperti” e non nei soggetti che soffrono di neurodiscordanza di genere ( – Sindrome di Harry Benjamin/Transessualismo).
4. Perché qualcuno che sta male con una parte del corpo, non dovrebbe avere la miglior correzione per sentirsi una persona completa, in armonia interiore?
Ovviamente, nessuno impara ad essere come impara una lingua. Né il gatto, né il topo, né il cane, né la scimmia, e ovviamente neanche i bambini umani.
Inoltre i neurodiscordi di genere (HBS/TS) non sono gay o lesbiche stupidi. Né niente altro di questo tipo.
Gli eventi estremi accadono. Accadono in Natura. Accadono dentro i nostri cervelli, dentro le nostre vite.
La Sindrome di Harry Benjamin è uno sviluppo radicale d’identità di genere, sin dall’utero – percepito come sin dalla prima infanzia – in un modo inaspettato – come un evento estremo tra tutti i possibili stati determinati dallo sviluppo dell’identità di genere.
Ha una possibilità di “diagnosi” (il nostro metodo Gendercare basato sul Web crediamo sia il migliore per questa valutazione/diagnosi), può essere facilmente riconosciuto, è raro, è estremo, e necessita di aiuto medico.
Non è necessariamente collegato a un problema mentale – molto raramente è collegato a un problema mentale, e quando ciò succede, il problema mentale non è la causa, ma un effetto di una vita sofferta.
L’aiuto medico che l’HBS/TS necessita sono una buona e veloce valutazione (come quella di Gendercare), in seguito la transizione (MtF o FtM), con terapia ormonale fino alla desiderata chirurgia di riassegnamento sessuale, e un perfetto seguito post-operatorio – e da quel momento in poi, il paziente ha bisogno di vivere come una normale donna o un normale uomo – nella società locale.
Così, c’è una spiegazione per l’HBS/Transessualismo, e c’è una cura – assegnare la persona propriamente per avere armonia interiore e sociale.
Link: Gendercare, About HBS
FAQ (domande chieste di frequente)
26 giu 2008 Lascia un commento
in Transessualismo Etichette: ftm, harry benjamin syndrome, Intersessualità, intersex, mtf, Sindrome di Harry Benjamin, Transessualismo, transsexualism
Frequently Asked Questions
(Domande chieste di frequente, traduzione di questa pagina)
Il transessualismo è contagioso? (N.d.t. : lol)
No. Se fosse contagioso verrebbe trattato come un problema urgente, e gli atteggiamenti nei confronti di esso sarebbero molto diversi.
E’ qualcosa di sbagliato nella mente?
No. Innumerevoli tests psichiatrici, psicologici e “d’intelligenza” sono stati fatti sulle persone trans in tutto il mondo nei passati cinquant’anni. Nessuna connessione è mai stata trovata con alcun disturbo, aberrazione o malattia mentale. E’ ora considerato essere una condizione fisica.
Naturalmente, è possibile per una persona trans avere anche una malattia mentale, ma queste sono due questioni separate, proprio come una persona con qualsiasi altra condizione può anche avere una malattia mentale disconnessa dal loro problema fisico.
Perché non si può fare in modo che la condizione vada via?
Perché la persona non può semplicemente ignorare ciò che sente?
“i fatti non smettono di essere fatti perché vengono ignorati” – Aldous Huxley
Il desiderio più comune espresso dalle persone trans è: “Vorrei essere nato/a una persona completa”. Se fosse possibile ignorare il transessualismo, o farlo sparire, nessuno rischierebbe così tanto per risolverlo. L’obiettivo del trattamento è rimuovere il transessualismo il più possibile, e rendere la persona più completa. Questo è l’unico modo conosciuto per “farlo sparire”.
E se non approvo che X abbia questa condizione/trattamento per essa?
Una condizione medica è un fatto. Non può essere approvato o disapprovato più di quanto possa il fatto che l’acqua è bagnata o che il sole sorge. Il trattamento del transessualismo può non essere conveniente per chiunque altro, ma neanche essere transessuale è conveniente per la persona che c’è nata. Chiunque altro non deve vivere l’incubo che tutti pretendano che loro siano qualcosa che non sono, per anni. Il trattamento di qualsiasi condizione medica è a beneficio della persona che ne soffre. Che osservatori esterni approvino ciò è irrilevante: loro non hanno la condizione e le loro opinioni in proposito non possono farla sparire.
Ma non è normale!
Non esiste niente come il “normale”.
Normale significa “come me” (qualunque me capiti che sia). Se non sei transessuale, il trattamento non sarebbe normale per te. Avendo un udito perfetto, neanche indossare un apparecchio acustico sarebbe normale per te, anche se sarebbe normale per una persona sorda. Allo stesso modo, il riassegnamento sessuale è perfettamente normale per una persona nata trans. Gli occhiali non erano considerati normali un tempo. Meno di 100 anni fa l’idea di trapiantare un cuore sarebbe stata considerata assurda.
Non è naturale!
Nessun trattamento medico è naturale. Per esempio, la natura non produce nastro adesivo sulle ferite, occhiali davanti ad occhi imperfetti, o sedie a rotelle per le persone disabili. Fossero i trattamenti medici naturali, non ci sarebbe bisogno di dottori, ospedali, farmacisti, dentisti e ottici.
Il transessualismo è provocato da qualcosa di sbagliato nell’allevamento della persona?
No. Molti ricercatori hanno tentato di connettere il transessualismo con l’allevamento ma non ci sono fattori comuni all’allevamento di tutte le persone trans. Esiste in tutte le culture del mondo e si trovano riferimenti ad esso nella letteratura classica. Esiste anche nel mondo animale.
Alla fine, non dovrebbe davvero fare alcuna differenza che natura o educazione causi la condizione, dato che a qualunque modo esiste lo stesso. Comunque, la scienza può ormai provare che la natura produce il transessualismo. Naturalmente, l’educazione (allevamento) gioca anch’essa un ruolo nel rendere ognuno un individuo unico, ma si può dire lo stesso di ogni creatura vivente.
Posso diventare transessuale?
“O lo sei, o non lo sei!” – Judy Cousins
Nessuno può diventare transessuale.
Perlopiù perché il transessualismo viene spazzato sotto il tappeto dalla società, è comune per le persone con la condizione non realizzare per molti anni cosa esattamente gli sta causando problemi. Se il tuo naso gocciola, la tua gola è infiammata e il corpo ti fa male, è facile indovinare d’avere l’influenza; hai visto altre persone con gli stessi sintomi. Non si vedono molte persone con ovvi sintomi esteriori di transessualismo. Perciò è meno facile determinare che si ha la sindrome.
Perché la gente che è ignorante in proposito trova difficile affrontare il transessualismo, molte persone con la condizione cercano d’ignorarla e di conformarsi alle aspettative degli altri. Nella speranza di farlo sparire, potrebbero arruolarsi nelle forze armate, o sposarsi, o cercare in altri modi di adattarsi agli stereotipi più forti richiesti dagli altri.
Potrebbero chiedersi se sono omosessuali, pazzi, o qualunque altra cosa che transessuale. Se sono trans, questi sforzi saranno tutti vani. Il transessualismo non può essere soppresso o fatto scomparire più di quanto possa l’identità di un’altra persona.
In questo senso, siccome la condizione aumenta esponenzialmente (peggiora col tempo), potrebbe sembrare che siano “diventati” transessuali ma nella maggioranza dei casi è ovvio a onesti osservatori, specialmente membri familiari stretti, che la persona ha sempre avuto la condizione e che con il senno di poi, indizi di essa potevano essere visti anni prima.
Nessuno può “diventare” transessuale.
Queste persone pensano al male che stanno facendo agli altri intorno a loro?
“Queste persone” non stanno facendo del male a nessuno: è solo l’ignoranza nelle altre persone che causa qualsiasi danno in questa situazione.
Chiunque attraversi il riassegnamento sessuale è dolorosamente consapevole degli effetti che l’ignoranza negli astanti potrebbe causare a quelli intorno a loro, così come a loro stessi. Proprio come le persone con altre disabilità fisiche spesso sentono di essere un peso sugli altri, così anche le persone trans si rammaricano dell’imbarazzo/disagio spesso attribuito a questa situazione. In verità, sono i pregiudizi delle altre persone a creare il disagio.
Probabilmente diresti ad una persona fisicamente handicappata di non pensare a loro stessi come un peso. Non c’è differenza: il transessualismo può essere un grave handicap per il sofferente.
E riguardo i bambini?
E’ necessaria attenzione perché questa domanda a volte vuol dire, “voglio che i bambini siano bigotti”.
Tutte le testimonianze conosciute suggeriscono che i figli di persone transessuali sono generalmente meglio integrati e con meno pregiudizi della maggior parte dei loro pari. ( Questo è tipicamente vero anche dei figli di persone con altre disabilità.)
Ci sono circostanze in cui i figli di una persona nata transessuale possono essere danneggiati:
- Il/la partner può avere pregiudizi e può avere una tremenda influenza sui bambini, incoraggiandoli ad avere pregiudizi a loro volta. Questa non è una buona idea. Come cominciano a crescere potrebbero ben domandarsi perché un genitore ha tentato di alterare il loro amore per l’altro genitore. Questo può portare a risentimento.
- Dire al bambino di percepire il genitore ancora come “papà”, un uomo “in verità”, non è saggio in quanto può colpire il bambino con effetto contrario. Se questo NON viene fatto, è molto improbabile che il bambino abbia problemi di genere propri. Se VIENE fatto, avranno probabilmente confusione di genere.
- Dove una coppia ha scelto di rimanere insieme, gente ignorante nel vicinato (o altri membri della famiglia) possono talvolta fare pressione sul/la partner perché respinga l’altro. Di solito questo prende la forma di, “Certamente tu hai sposato un uomo! Certamente non vuoi vivere con così-e-così adesso!” Ciò che veramente intendono è, “Voglio che tutti siano bigotti quanto me!” Se vengono fatte concessioni a tale pregiudizio, l’intera famiglia può soffrire perché la gente non si sposa per compiacere osservatori esterni e non ci si può aspettare che si divida per compiacere osservatori esterni. In questa situazione il miglior consiglio è fare alla persona ignorante uno sguardo che dice: “Ma di che diavolo parli!”
Per favore notate che la parola, ignoranza, è qui usata a significare male-informati. Non è necessariamente intesa come un insulto.
Nella pagina TearS dici che tutti i bambini sono inizialmente femmine. E’ vero?
Sì. E’ stato insegnato nelle scuole di medicina per oltre 35 anni e può essere chiaramente visto, per esempio in fotografie di feti in via di sviluppo. La forma del mammifero primaria è femminile. La mascolinità è qualcosa aggiunto dopo. Ogni mammifero maschio, incluso ogni umano maschio, ha avuto un cambio di sesso sviluppandosi nel ventre.
Sicuramente il sesso è determinato al concepimento dai cromosomi nello sperma?
Nella maggior parte dei casi questo è ragionevolmente corretto, ma c’è un numero di condizioni in cui il sesso cromosomico è una sovra-semplificazione completamente inattendibile.
Compara questo con l’affermazione che l’occhio umano ha una lente che può focalizzare oggetti vicini e lontani. Questo è vero per la persona nella media ma non per i milioni di persone che hanno una vista imperfetta.
Ci sono molte donne che non sono mai state transessuali ma che hanno i cosiddetti cromosomi “maschili” e molti uomini, mai stati transessuali, che hanno i cosiddetti cromosomi “femminili”. Ci sono donne mai state transessuali che hanno piccole porzioni di genitali maschili e uomini mai stati transessuali che sono nati con le ovaie.
Non c’è garanzia che quando la natura crea qualcosa di così complesso come un corpo umano li farà sempre conformi a stereotipi fissati. Gli stereotipi sono fatti dai mortali, non dalla natura.
Inoltre, l’inquinamento ambientale sta cambiando la supposta chiarezza della questione di identità sessuale e cromosomi. Pesci e altri animali sono stati scoperti aver cambiato sesso nonostante al loro costruzione genetica.
Non dovremmo rimanere come Dio ci ha fatto?
Da persone con altre condizioni non si pretende che le lascino peggiorare se possono essere trattate. Che ragione c’è di porre separatamente le persone nate transessuali? Non c’è ragione di supporre che la percezione di chiunque del loro Dio sia la stessa propria.
No, non dovremmo rimanere come Dio ci ha fatto. Dovremmo trascorrere le nostre vite migliorandoci spiritualmente. Una persona nata trans non può sperare di fare questo mentre il resto della società cerca di forzarla nello sbagliato ruolo di genere tutto il giorno, ogni giorno, anno dopo anno, e criticando e condannando ogni sua mossa e tutto questo mentre si deve affrontare un enorme conflitto interiore. Se fossero in grado di rimanere come sono stati apparentemente fatti, nessuno cercherebbe di ottenere il riassegnamento sessuale. Il punto è che il transessualismo NON è “come tutti gli altri”. Se non puoi comprendere questo (e non c’è ragione perché tu debba essere in grado di farlo), compara la situazione con un’altra condizione congenita come un difetto al cuore. Se una persona nata con una malattia cardiaca può essere curata, dovrebbero loro rimanere com’erano alla nascita? Se no, qual è la differenza tra la loro condizione e quella della persona con transessualismo?
La Bibbia dice…
La Bibbia dice che ognuno deve rendere conto per sé stesso. Non dice niente sul transessualismo anche se documenti classici mostrano che la condizione era conosciuta durante le età del bronzo e del ferro durante le quali la Bibbia è ambientata.
Perché la persona non può essere solo un uomo effeminato, o una donna mascolina?
Perché non lo sono. Quelle sono cose completamente diverse dal transessualismo. La persona ts>f (transizionante a femmina) NON è un uomo, la persona ts>m NON è una donna. Fossero stati un uomo o una donna prima del riassegnamento, non avrebbero avuto bisogno del riassegnamento. Qualcuno non può essere un uomo o una donna ED essere transessuale.
Considera perché nessuna donna può essere solo un uomo effeminato, o nessun uomo solo essere una donna mascolina, e avrai la risposta a questa domanda.
Come Rispettare una Persona Transessuale
08 giu 2008 Lascia un commento
in Transessualismo Etichette: ftm, harry benjamin syndrome, mtf, Sindrome di Harry Benjamin, Transessualismo, transsexualism
La mia traduzione di How To Respect a Transsexual Person di Sonja Elen Kisa
Come Rispettare una Persona Transessuale
Questa pagina riguarda le persone transessuali, cioè persone nate con il cervello di un genere, e cromosomi e un corpo esterno che appaiono del sesso opposto. Il termine genere, quando usato qui di seguito, significa sempre il genere con cui la persona si identifica.
Cose Basilari
• Accettami come un effettivo membro del genere con cui mi identifico.
• Usa sempre un linguaggio che corrisponda alla mia identità di genere, ad es. lui, lei, anche se il mio corpo non sembra ancora corrispondere e anche quando si parla del mio passato.
• Se ti stai ancora assestando, è normale commettere errori. Non attirarvi l’attenzione dicendo “scusa”. Semplicemente correggiti subito dopo e vai avanti.
• Se mi identifico come maschio, non usare mai parole marcatamente femminili come ragazza, cameriera, seno, vagina, ecc. per descrivere qualcosa di me, e viceversa. Usa sempre un linguaggio che corrisponde al mio genere. Per esempio, se sono una persona transessuale “da-femmina-a-maschio” , sono sempre un ragazzo e mai una ragazza.
• Una ragazza transessuale è “da-maschio-a-femmina”(mtF). Un ragazzo transessuale è “da-femmina-a-maschio” (ftM). Mai il contrario.
• L’identità di genere non ha niente a che fare con l’orientamento sessuale. Che io sia attratto/a da uomini, donne, entrambi o nessuno è una questione totalmente separata dal fatto che io sia maschio o femmina. Ad esempio, se io sono una ragazza trans a cui piacciono le ragazze, non trattarmi differentemente da qualsiasi altra donna lesbica.
• Non aspettarti che io mi conformi agli stereotipi del mio genere. Indosserò quegli abiti che mi piacciono e avrò quegli interessi che ho. Essere virile o femminile (cioè avere manierismi o interessi che sono visti dalla società come stereotipici di un genere) non ha niente a che fare con l’essere maschio o femmina (cioè l’identificarsi come un certo genere). Esistono donne trans mascoline e uomini trans femminili, proprio come esistono tra le persone non transessuali.
• Pressoché per tutte le persone trans, essere transessuale non è una scelta o una decisione. E’ una semplice realtà. L’unica “decisione” è se accettare la situazione e risolverla per vivere una vita più salutare, o negarla e soffrire.
• Non menzionare mai il mio vecchio nome o chiedere quale fosse. Invece di dire “prima quand’eri Fred”, dì “prima che tu venissi allo scoperto come femmina”.
• Non usare il mio nome in terza persona come se io fossi una persona separata da me stessa/o, es. “ti vesti come Lisa adesso?”
• Sono una persona, un ragazzo o una ragazza, un uomo o una donna, prima di tutto. Se devi usare la parola transessuale (o trans), è meglio che la usi come un aggettivo per descrivere una persona, non come un pronome da sé, ad es. gente trans, persone trans, ragazzo trans.
• Alla fin fine, la questione è molto semplice: sono un ragazzo o una ragazza. Questo è quanto!
Transizione
• Usa la parola “transizione” per descrivere ciò che sto attraversando od ho attraversato.
• I cambiamenti che effettuo al mio corpo non sono puramente cosmetici, ma piuttosto ricostruttivi. Avere un corpo con cui sono a mio agio è vitale per la mia salute e nelle mie interazioni sociali e fisiche con le altre persone.
• Non parlare apertamente dei miei genitali più di quel che faresti per una persona non trans, a meno non apra l’argomento io stesso/a.
• Non supporre immediatamente che l’intervento di rettificazione sessuale dei genitali sia la mia priorità. Ogni persona transessuale è unica e sceglie differenti passi durante la propria transizione, basandosi su molti fattori. Non tutti vogliono l’intervento.
Situazioni Sociali
• Essere transessuali è una questione molto personale. Trattala con rispetto.
• Non sono qui per scioccare nessuno né per attirare l’attenzione. Non sono egoista. Sono solo una persona come qualsiasi altra, ed ho il diritto ad essere sano/a e a vivere nel mio vero genere.
• Se mi mischio bene (cioè passo) o sono online, allora non dire a nessuno che sono transessuale a meno che non lo siano anche loro. Parla semplicemente di me come di qualsiasi altro ragazzo o ragazza normale, in accordo con la mia identità di genere.
• Se sono visibilmente di genere variante (cioè non passo) e sono allo scoperto come transessuale, va bene educare i tuoi amici, ad es. sui pronomi, prima di incontrarmi di persona.
• Non presentarmi come il tuo “amico/a transessuale”. Non chiedermi di spiegare la storia della mia vita o la mia situazione di genere a persone che ho appena conosciuto.
• Chiedi il permesso prima di scattarmi una foto o mostrare foto vecchie, pre-transizione, di me.
• Non chiamarmi ogni volta che un documentario sul transessualismo è trasmesso in tv solo perché sono transessuale. So già cosa significa essere transessuali! Ma fallo se sono genuinamente interessato/a all’argomento.
La natura del genere
• Il genere viene dal modo in cui il nostro cervello, mente e/o anima sono configurati, non dal corpo. Cromosomi, ormoni, allevamento, ecc. non determinano o cambiano il genere di una persona.
• L’unica persona che può conoscere il proprio genere è essa stessa. Nessun “indizio” esterno può dimostrare o smentire il vero genere interiore di qualcuno. Alcune persone l’hanno saputo per tutta la loro vita. Alcuni riescono a negarlo per molto tempo. Altri hanno sempre saputo che c’era qualcosa di differente. Altri ancora hanno fatto una lunga ricerca interiore per capire che erano maschio o femmina e che questa era una condizione medica legittima.
• Non chiamare una donna non transessuale una “ragazza vera” o “completamente femmina”.
Terminologia
• Questa pagina tratta solo di persone transessuali specificatamente.
• Non confondere il transessualismo col travestitismo. I travestiti sono uomini a cui piace indossare vestiti da donna per ragioni sessuali o fetish. Questi uomini non si identificano come donne e sono spesso etero.
• Non confondere le persone transessuali con drag queens o drag kings. Gli intrattenitori in drag indosseranno abiti elaborati e spesso stereotipici del genere opposto in scena per spettacolo o per fare imitazioni. Ciò è fatto per lo più da gay e lesbiche.
• Il termine “transgender” è un termine ombrello che include tutte le persone con genere variante: persone transessuali, travestiti, drag queens e kings, intersessuali, genderqueer e persone bigender, e molti altri tipi. Fai attenzione quando lo usi. Ad esempio, a molte persone transessuali non piace essere associate coi travestiti.
• La forma corta “trans” può significare transessuale o anche transgender. In questa pagina, lo utilizziamo col significato di transessuale.
• Il termine “tranny” è slang per transessuale, sia come aggettivo che come pronome. Molti lo considerano offensivo, alla pari con finocchio o negro. Come tale, molti ritengono che solo le persone trans stesse possono rivendicarlo e usarlo. In qualche città, comunque, significa solo travestito e non transessuale. Usalo con molta cautela, se non mai.
• Il termine “she-male” è volgare e mai appropriato. E’ usato dall’industria pornografica per spersonalizzare e feticizzare le donne transessuali pre-operative.
• Non chiamarlo travestirsi se indosso abiti che si accordano al mio genere. Un travestimento è se io indosso abiti del genere opposto, ad es. un uomo transessuale da-femmina-a-maschio che indossa abiti da donna.
• Se sono un ragazzo transessuale che sta per avere l’intervento al petto, non sto per “rimuovere il mio seno”, sto per avere una ricostruzione del petto.
Se sono appena uscito/a allo scoperto
• Se sono appena uscito/a allo scoperto come il mio vero genere, dovresti usare il mio nuovo nome e pronomi con me e tutti quelli (e solo quelli) che sanno di me, anche (e specialmente!) con persone che stanno ancora faticando ad adattarsi al mio giusto genere.
• Se non ho ancora detto a tutti che sono trans, allora non dirlo a nessuno.
Sindrome di Harry Benjamin
22 mag 2008 Lascia un commento
in Transessualismo Etichette: harry benjamin syndrome, intersessuale, intersex, Sindrome di Harry Benjamin, transessuale, Transessualismo
Harry Benjamin Syndrome, mia traduzione di questa pagina
La sindrome di Harry Benjamin (HBS) è una condizione intersessuale congenita che ha origine durante lo sviluppo prenatale, e coinvolge la differenziazione delle identità di genere maschile e femminile nel cervello. L’incidenza stimata della HBS è di 1 su 100.000 nascite.
In parole povere, una ragazza con HBS avrebbe un’identità di genere neurologica femminile, mentre i genitali sarebbero maschili. Allo stesso modo, i ragazzi con questa condizione hanno genitali femminili associati con un’identità di genere neurologica maschile.
Al momento, non è possibile diagnosticare questa condizione al tempo della nascita. Così, i bambini vengono cresciuti nel ruolo di genere opposto a quello della loro identità neurologica di genere. Questo spesso porta a problemi psicologici non collegati alla HBS stessa.
L’identità di genere è una funzione puramente neurologica, senza fattori psicologici annessi.
Perciò, sono fattori neurologici a determinare l’identità di genere, non le strutture anatomiche dei genitali. La struttura fisica del cervello, come il sistema nervoso centrale, fissano l’identità di genere. Dato che non c’è evidenza palese al momento della nascita, è difficile per i dottori diagnosticare la condizione, abbastanza diversamente da altre condizioni intersessuali.
La sindrome di Harry Benjamin non è una malattia o un disordine, e non dovremmo considerarla tale, ma piuttosto una variazione fisiologica della costituzione sessuale umana, come nel caso di altre sindromi intersessuali. Quando, su questa pagina, parliamo del “soffrire della HBS”, ci riferiamo alla sofferenza causata dall’incongruenza fisica che le persone nate con questa condizione subiscono, e non ad una spiegazione patologica per la HBS.
Se compariamo la HBS con altre variazioni intersessuali congenite, la sindrome di Klinefelter avviene cento volte per ogni nascita HBS, e la sindrome di Turner cinquanta volte per ogni nascita HBS. La ricerca mostra l’incidenza HBS essere dieci volte meno comune della sindrome di Morris.
La maggior parte delle diagnosi di HBS avvengono quando l’individuo è tra i 20 e i 45 anni d’età, ma molti sono diagnosticati durante l’adolescenza, e alcuni casi sono rilevati nella prima infanzia (a quattro o cinque anni d’età). Non importa a quale la sentenza diagnostica sia data, le persone colpite proseguono alla terapia ormonale (HRT) e alla chirurgia di conferma sessuale (SAS), dopodichè vivono una vita perfettamente normale. Tuttavia, prima uno intraprende la terapia ormonale correttiva e la SAS, meglio è per la persona coinvolta.
D’altro canto, qualcuno ha avuto solo la HRT, e non la SAS, e ciò appare essere sufficiente in questi casi. (sono questi veri casi di HBS, o transessualità? La ricerca non ha risposto a questa domanda, ancora.)
Il livello di stress indotto dalle pressioni sociali concernenti norme e comportamento di genere differisce ampiamente da individuo a individuo. Le aspettative della maggior parte delle società riguardo le azioni specifiche di un genere o l’altro non si adattano a tutti gli individui, e molti trovano piacevole una sorta di identificazione cross-gender (che attraversa, interseca i generi). (questo è probabilmente un segno che la persona coinvolta non ha la HBS)
Anche il grado di ansia concernente apparenza e anatomia varia ampiamente da persona a persona. Ad alcuni non importa molto dei propri genitali, o di come gli altri percepiscono il genere del loro personaggio pubblico.
Comunque, la stragrande maggioranza delle persone dà molta importanza all’espressione e congruenza del genere fisico e sociale di sé e degli altri. La maggioranza dà il proprio genere per scontato, ed è così profondamente radicato nel nostro comportamento istintivo e nelle nostre aspettative che non ci pensiamo consciamente.
Al contrario, quelli che hanno la HBS provano una insoddisfazione e infelicità costantemente crescenti per la discontinuità tra il loro genere neurologico e la loro anatomia genitale. La dissonanza che esiste tra il genere neurologico di una persona e il comportamento appropriato al genere previsto della società può essere devastante.
Ci sono solo due alternative. Uno può cercare aiuto medico, e ottenere HRT e SAS per correggere l’incongruenza anatomica e così eliminare la discontinuità di genere. Adeguando l’anatomia fisica per riflettere il genere neurologico, la persona coinvolta ottiene liberazione dalla tensione della HBS.
In alternativa, le pressioni degli anomali segnali genere/anatomia possono portare una persona al suicidio se non cercano una correzione medica della condizione. Quando uno vede che la propria incongruenza di genere si combina con un’implacabile insistenza sociale su un’espressione propriamente di genere del comportamento, le enarmonie della situazione conducono molti a togliersi la vita.
L’atteggiamento ostile di molti nella società spesso esacerba il dolore e la sofferenza di quelli con HBS. C’è spesso incredulità e ostilità diretta contro quelli che rivelano di avere la HBS, e ci sono quelli che credono che ogni correzione medica dell’anatomia sia contraria ad ogni ragione e buon senso.
In aggiunta, molti elementi nella società maltrattano chiunque mostri ambiguità di genere. Prendono di mira coloro che sono di genere incongruo e li sottopongono a minacce verbali e molestie, intimidazione fisica e violenza, e usano discriminazione e ostracismo per isolare tali individui socialmente.
Questa situazione è già dura abbastanza da affrontare, ma spesso una perdita del supporto dei legami famigliari e degli amici la aggrava. Ciò che infine porta molti sull’orlo della disperazione è la perdita del lavoro che spesso accompagna il rifiuto sociale dell’individuo. E’ questo il motivo per cui la HBS non trattata causa il suicidio. Non è la HBS, ma le pressioni che la circondano che possono portare le persone oltre il limite.
Al momento, l’esatta causa fisiologica della HBS è sconosciuta, e potrebbe esserci più di un distinto antecedente per la condizione. Se si chiedesse a dei rispettabili ricercatori oggi, la probabile risposta sarebbe che gli eventi prenatali nello sviluppo fetale ci direbbero la storia.
Non importa quale sia il fattore causale ultimo, la HBS è una condizione fisiologica che ha il potenziale di creare una situazione traumatica nella vita di un individuo. Se uno non la cura con l’appropriato regime medico, può portare alla morte della persona coinvolta. E’ questo il motivo per cui la società deve imparare a trattare quelli con HBS con compassione e comprensione.
La HBS è semplicemente una condizione medica; non è un disordine psicologico o mentale.
Con le parole del dottor Meltzer:
“(…) Meltzer ridimensionò molti miti circa il soffrire di HBS. Mise in rilievo che le persone “trans” risultano essere biologicamente differenti dagli altri del loro genere assegnato, e che l’allevamento non crea i loro sentimenti di disforia di genere. Disse anche che essere una persona nata con Transessualismo non ha niente a che fare con il poter avere rapporti e che le persone “trans” vogliono semplicemente che la loro apparenza coincida con la loro identità di genere.”
Toby R. Meltzer, MD. PC. per The Miscellany News
Dal sito:
HBS International
Versione spagnola
Transessualismo: definizione, cause, storia
12 mag 2008 Lascia un commento
in Transessualismo Etichette: ftm, harry benjamin syndrome, mtf, Sindrome di Harry Benjamin, Transessualismo, transsexualism
Scritto di Jennifer Diane Reitz, tradotto da Mirella Izzo, fondatrice di (Crisalide) AzioneTrans (date un’occhiata al suo bellissimo blog)
CHE COSA E’ IL TRANSESSUALISMO
Definizione, cause, storia
Introduzione:
La transessualità, chiamata anche “Disforia di Genere” sta raggiungendo il punto di essere ragionevolmente ben compresa, sebbene ancora abbondino molti miti e stupidità generale riguardo l’argomento: Questo documento riguarda la definizione classica di transessualità, come definita da Benjamin, Money, Green, e così via. L’intersessualità e il transgenderismo non saranno trattati se non marginalmente.
In poche parole: questo riguarda la transessualità classica, standard.
Definizione Sommaria:
La Disforia di Genere, letteralmente un tormento riferito al Genere, è la condizione dell’essere in uno stato di conflitto tra il Genere ed il sesso fisico.
Un/una transessuale è una persona in cui le strutture cerebrali relative al sesso che definiscono l’identità di genere sono esattamente opposte agli organi sessuali fisici del corpo.
Per dirla più semplicemente, un/una transessuale è una mente che è letteralmente, fisicamente, intrappolata in un corpo del sesso opposto.
In poche parole: la transessualità significa avere il corpo sbagliato per il Genere a cui uno realmente appartiene
UNA VISIONE GLOBALE:
Il genere ed il Sesso sono due cose completamente separate, sebbene i termini siano spesso considerati intercambiabili dai meno attenti. Il Sesso è una forma ed una funzione fisica mentre il Genere è una componente dell’identità. Si può considerare che ci possa essere una legittima sovrapposizione per il fatto che il cervello sia strutturato in molti modi differenziati, ed il cervello è la sede dell’identità. Comunque, riguardo al dilemma del transessuale, la differenza tra sesso e genere è il vero nocciolo del problema.
Una persona transessuale, nata in tutt’apparenza dentro un dato sesso fisico, è consapevole di essere di un genere opposto ad esso. Questo conflitto, tra identità di genere e sesso fisico, è quasi sempre espresso fin dai primi ricordi consapevoli, ed è la causa di un’enorme sofferenza. E’ comune tra i transessessuali essere consapevoli della loro condizione ad un’età prescolare.
Questa agonia – se non trattata – può portare e porta all’autodistruzione. Le incredibili difficoltà che circondano il raggiungimento del trattamento sono esse stesse spesso fonte di agonia, la cui somma totale può mettere sottosopra le vite delle persone disforiche. Invero, è assodato che circa il cinquanta per cento dei transessuali muore prima dei 30 anni, di solito per propria mano. Questa morbilità è conosciuta come la
REGOLA DEL 50%
Essere un/a transessuale non è qualcosa che possa essere ignorato o soppresso per sempre. A differenza del fascino del crossdresser o del transgender parzialmente “modificato”, la compulsione assoluta del transessualismo classico è una questione di vita e di morte. L’oppressione sociale, le vergogne culturalmente indottrinate, il disgusto verso se stessi e il bigottismo massacrano le persone transessuali. Con un trattamento e supporto, arriva la sopravvivenza ed una vita appagante. La percentuale di successo per il trattamento di persone transessuali è uno dei più alti in medicina.
La transessualità appartiene quasi equamente sia ai maschi fisici sia alle femmine fisiche, ed è causata da fattori (quali un rilascio ormonale critico in un determinato momento fetale causato dallo stress della madre, o dalla presenza di un ormone chimico mimetico durante un momento critico dello sviluppo) che interferiscono con lo sviluppo fetale. La transessualità si presenta indipendentemente dall’orientamento sessuale, e si presenta sia negli esseri umani, sia in altri animali quali – tra quelli studiati – scimmie, cani, gatti, topi e ratti.
Il trattamento standard per una diagnosi di transessualità è riassegnare il/la transessuale al sesso fisico congruente con la sua identità di genere, un processo che include la somministrazione di appropriati ormoni ed interventi chirurgici.
Il successo di questo trattamento è estremamente alto, e molti/e transessuali vanno incontro ad una vita soddisfacente.
Sebbene la transessualità non sia la stessa cosa dell’omosessualità, le due cose possono talvolta presentarsi in congiunzione tra loro, ed è evidente che entrambe sono create da simili meccanismi, nell’utero.
La transessualità si differenzia molto dai più comuni – ed erroneamente associati – termini di “crossdressing” o “travestitismo”, così pure come il “transgenderismo”.
Mentre la transessualità riguarda principalmente l’identità di genere e la correzione delle forme fisiche per accordarsi a tale identità, il travestitismo è fondamentalmente un feticismo sessuale che si presenta dopo la pubertà, e il travestito non si dispera nel cercare un re-indirizzo della propria incongruità fisica. Il travestito si soddisfa solo dall’apparire come il sesso opposto, ed il comportamento è apparentemente non radicato su basi biologiche bio-natali, ma è acquisito.
Il travestitismo, a differenza del transessualismo, è primariamente un’attività maschile.
Un termine recentemente in uso è “Transgenderismo”, essenzialmente una parola vuota inventata come un’etichetta neutrale per ogni non conformità individuale alle comuni regole sociali dell’espressione del Genere. Il termine fu creato per aiutare ad unire molti disparati individui sotto una vaga comunione di interessi nel genere, al fine di assicurare una base di mutui benefici e supporto all’interno di una società spesso violentemente antagonista.
Il transgenderismo può riferirsi ai travestiti, agli intersessuali, a quelli che vivono in un ruolo sociale opposto a quello del loro sesso fisico, a quelli che giocano con le espressioni di genere per qualsiasi scopo, ed anche ai transessuali. Mentre c’è un beneficio di sopravvivenza potenzialmente grande in questa mutua associazione etichettata come “transgenderismo”, la sua funzione primaria è sociale e politica, e non clinica, a dispetto degli sforzi di qualcuno al fine di legittimare questo termine essenzialmente senza significato.
L’esatto numero di transessuali in ogni data popolazione non sarà probabilmente mai accuratamente conosciuto (la miglior stima attuale è di uno per 30.000). Dato che la trasessualità è più comunemente causata da cambiamenti ormonali da stress nell’utero, il numero di transessuali in ogni società potrà logicamente fluttuare, in base allo stato corrente di una situazione all’interno di una generazione. C’è ad esempio un’evidenza che più transessuali sono nati durante il tempo di una guerra o subito dopo . Nonostante ciò, tale condizione è discretamente rara.
Molte interessanti indicazioni fisiche e mentali sono state statisticamente mostrate in relazione alla transessualità. Un fattore è l’intelligenza: la persona transessuale mediamente devìa di due standard in più rispetto alla popolazione base e di uno standard in più rispetto agli omosessuali. Questa probabilità di alta intelligenza non è attualmente spiegata, sebbene vi siano suggerimenti sul fatto che possa essere il risultato dell’unico – ed in qualche modo mixato – impianto cerebrale del transessuale, che può beneficiare di una combinazione di strutture e funzioni maschili e femminili.
Un’altra curiosa correlazione è la creatività: le persone transessuali tendono a possedere un alto grado di abilità artistica e generalmente creativa.
Le persone transessuali comunemente mostrano qualche indicatore fisico della loro condizione che può causare imbarazzo per loro stesse nei confronti di parenti o conoscenti.
Le transessuali mtf possono più lentamente sviluppare le caratteristiche sessuali maschili, quali la crescita dei peli nel corpo, il cambiamento di voce, e soprattutto lo sviluppo fisico comparato alla popolazione generale. I transessuali ftm possono mostrare evidenza di mascolinizzazione della struttura ossea, capelli o voce. Questi tratti sono spesso molto sottili, ma presenti.
C’è un tremendo bigottismo sociale e spesso un’ingiusta violenza nei confronti dei transessuali, e questo spesso rende loro la vita molto difficile. Alcuni transessuali che hanno completato con successo la loro transizione verso il sesso appropriato poi scelgono diversi gradi di secretazione riguardo il loro stato e storia. Altri transessuali non riusciranno mai a trasformarsi fisicamente al punto da non essere riconosciuti come transessuali, e tendono a soffrirne di conseguenza.
Le persone transessuali devono superare molti ostacoli per raggiungere la correzione richiesta dell’errore della loro nascita. Devono affrontare la società, l’establishment medico, la comune perdita di tutta la famiglia ed amici, il costo dei trattamenti, l’estrema difficoltà dell’inevitabile fase di “metà strada” della transizione che può richiedere fino a due anni, i turbamenti interni dei dubbi su di sè e l’autodisprezzo indotto per la loro condizione. E’ stato stimato (nel 1981) che circa il 50% non sopravvive alla situazione, finendo con la morte intorno ai 30 anni, solitamente per propria mano. La maggior parte di questa mortalità è attribuita al carico addizionale causato dalla violenta non accettazione della società, dal rifiuto della famiglia e amici, e dall’incapacità di trovare decenti cure ed attenzioni.
La spinta che motiva i transessuali è essenzialmente una questione di vita e di morte.
In poche parole: i transessuali soffrono perchè sono intrappolati in un corpo del sesso sbagliato. Questo fatto è talmente insopportabile che essi cercano di risolvere il problema, o muoiono provandoci.
La transessualità inizia nell’utero e si presenta in molti animali vicini all’uomo. La transessualità e l’omosessualità sembrano condividere una comune causalità prenatale, ma non sono la stessa cosa. La transessualità, per ragioni politiche e sociali,è talvolta associata a cose con cui non ha realmente relazioni, quali il travestimento.
LA STORIA NATURALE DELLA TRANSESSUALITA’:
Dato che la transessualità è causata da un’alterazione ormonale del sistema nervoso del feto in via di sviluppo, e si presenta in – forse – tutte le specie mammifere, è ragionevole dedurre che è “in giro” da un tempo molto lungo. Infatti, dato che i difetti di nascita in generale fanno parte della natura, sarebbe impensabile di immaginare un’era di Uomini senza transessuali. Ci siamo sempre stati, e in ogni tempo, la storia ha ricordato questo fatto.
L’unico indizio che abbiamo di transessuali paleolitici può arrivarci considerando le società dei popoli aborigeni che ancora vivono nell’età della pietra. I pochi rimasti sulla terra, nelle foreste pluviali del Sud America, o delle rimanenti incontaminate lande dell’Africa, tutti hanno posizioni reverenziali per i transessuali che sono nati tra loro. In tali società, le persone transessuali sono considerate magiche, parenti stretti degli dei o spiriti, e possessori di poteri sciamanici.
Ogni società nella storia ha avuto qualche nome, ruolo o modo di relazionarsi ai transessuali, dall’antica Canaan, alla Turchia all’India, fino ai nostri giorni.
Gli esempi abbondano. Per esempio, nell’antica Roma esistevano i “Gallae”, Frigi, adoratori della Dea Cibele..
Una volta fatta la loro scelta di genere e religione, i fisicamente maschi Gallae, correvano lungo le strade e gettavano i loro genitali estirpati nelle porte aperte delle case, come un atto rituale.
Il padrone di casa che riceveva questi resti li considerava una grande benedizione. In cambio, il padrone di casa avrebbe curato il Gallae fino al pieno ristabilimento fisico. Il Gallae poi riceveva in cerimoniale abiti femminili, e assumeva una identità femminile. Solitamente erano vestiti come spose, o in altri splendidi abiti.
In India le pratiche rituali per gli individui transessuali, continuano fino ai giorni nostri. Chiamate Hijiras, questa setta di persone adorava anche una Dea, e si sottoponeva ad una sorta di riassegnazione chirurgica primitiva. Le Hijiras erano trattate in modo piuttosto ipocrita all’interno della società Indiana in quanto erano tanto disprezzate quanto riverite nello stesso tempo.
Le Hijiras sono spesso pagate per presenziare ad una benedizione di matrimonio, e per agire come un consigliere sociale e spirituale, ma sono anche considerate meno degne degli eunuchi. Ancora, a causa di alcune circostanze, quali la condizione sociale, ad esse è accordato lo stato di vera femmina.
I Dine, o Navajo, del sudovest degli Stati Uniti, riconoscono tre sessi invece che due. Per i Dine, ci sono Maschi, Femmine, e Nadles, i quali sono considerati qualcosa come entrambi e nessuno dei due sessi. Mentre quelli nati interesessuati o ermafroditi sono automaticamente considerati Nadle, gli individui fisicamente “normali” possono definirisi come Nadle basandosi sulla propria autodefiniizione di identità di genere. I Nadle una volta possedevano il più grande rispetto prima che i Navaho venissero conquistati e la loro cultura fosse cancellata dalla assunzione forzata del Cattolicesimo.
Tra i Sioux, le persone Winkte avevano analoghe funzioni, e gli individui potevano assumere completamente il ruolo del loro genere preferito. Le femmine fisiche vivevano come uomini guerrieri, ed avevano mogli, mentre i maschi fisici vivevano le loro vite completamente come donne. Nella società Sioux nessuna speciale magia era associata a questa realtà, era solo considerata un modo di correggere un errore della natura. Le persone Winkte provvedevano anche ad una sorta di primitiva operazione di riassegnazione, e la storia registra il processo usato dai maschi fisici: cavalcavano per giorni su una sella speciale, particolarmente dura, fino a frantumare i testicoli ed ottenere una effettiva castrazione dell’individuo.
Essere transessuali nelle antiche culture richiedeva anche una speciale forma di coraggio, anche se la società poteva aver abbracciato la transessualità!
Che si trattasse di “Sererr” dei Pokotos del Kenya, di “Xaniths” dell’ Islamico Oman, di “Mahu” di Tahiti, oppure di “Sekrata” del Madagascar, la storia è essenzialmente la stessa: la transessualità era un fatto di vita, ed un posto nella società era trovato per le persone disforiche di genere per essere se stesse.
La moderna classificazione della transessualità e l’intervento medico di riassegnazione sessuale è stato per la prima volta tentato in Germania nel 1930. Einar Wegener cercò un trattamento e fu operato. Successivamente, visse come Lily Elbe, ma non per molto… l’intervento chirurgico ebbe tragiche complicazioni.
Il primo ben conosciuto transessuale sopravvivente post operativo fu l’americano ex G.I. George Jorgensen, che divenne Christine Jorgensen nel 1953. Christine divenne il centro di un ciclone pubblicitario a dispetto del suo tentativo di evirtarlo,e fece una scelta “minore” piuttosto che capitalizzare una sfortuna. . Christine divenne la prima “transessuale mediatica” – o come alcune transessuali la considerarono – una “Trans Martire”, e sofferse sia i benefici sia la maledizione della fama. Christine, come risultato, apparve in alcuni film di hollywood e divenne abbastanza celebre da portare il transessualismo fuori dalle “mura private” (“closet” in originale. ndt) e renderlo visibile alla società post-industriale.
Per decenni solo rari esempi individuali di medici osarono trattare i transessuali, mentre il mainstream della comunità medica considerava la transessualità un mero disordine mentale senza basi biologiche. Il primo professionista che davvero provò ad aiutare i transessuali con compassione e studi scientifici fu il Dr. Harry Benjamin. Il Dr. Benjamin studiò e curò con attenzione i casi di transessuali, dedicando la maggior parte della sua carriera al progetto. I risultati dei suoi studi attentamente documentati, fu pubblicato nel 1966 nel suo libro “Il fenomeno transessuale”. Questo lavoro portò direttamente a quei benefici che noi, moderne persone transessuali, possiamo godere, ed aprì le porte a seri studi sulla condizione.
Attualmente il worldwide Harry Benjamin International Gender Dysphoria Association continua il suo lavoro, ed aiuta a fissare gli standard di cura per il trattamento dei transessuali da parte dell’establishment medico.
Recenti studi delle funzionalità cerebrali hanno fatto luce su importanti possibilità riguardo le cause della transessualità, e le tecniche chirurgiche così come tutti gli altri trattamenti continuano a crescere. La società sta lentamente diventando nuovamente accettante sull’inevitabilità della presenza transessuale al suo interno, e potrà ben accadere che il futuro possa portare un grande aiuto per le persone transessuali che nasceranno nei prossimi anni.
In poche parole: i transessuali sono sempre esistiti. Nel mondo antico, la transessualità era sia accettata sia rispettata. Attraverso il tempo, i transessuali hanno tentato di correggere l’errore dei loro corpi, con vari risultati. Il mondo moderno e tecnologico alla fine fornisce un reale chance per i transessuali di correggere per davvero e finalmente gli errori della Natura.
TearS: fatti sul transessualismo
30 apr 2008 Lascia un commento
in Transessualismo Etichette: harry benjamin syndrome, intersex, transessuale, transessualità, transsexualism
- La mia traduzione di “TearS: facTS about transsexualism”, scritto di Kathleen Redding. -
La sindrome transessuale è un disturbo congenito chiaramente definito trattato dalle maggiori cliniche universitarie in tutto il mondo. L’opinione medica è attualmente che essa sia una condizione organica (fisica, biologica) che si origina nel ventre materno. Altre condizioni congenite includono colore di capelli, occhi e pelle, e altezza massima. Viene considerata non ereditaria.
Ogni neonato di ogni mammifero è all’inizio praticamente femmina. Durante il secondo mese di sviluppo fetale, gli ormoni rilasciati nel feto determinano se il bambino rimarrà femmina o cambierà in maschio. Il piccolo corpo e il cervello fisico sono fortemente influenzati in questo stadio, essendo poi l’identità sessuale complessiva per lo più determinata. E’ per questo che tutti i maschi hanno i capezzoli e il segno che rimane del loro originale sesso femminile. Il periodo cruciale, quando la causa genetica scatenante attiva il processo per rimanere femmina o cambiare a maschio, finisce molto in fretta. Questa informazione è conosciuta da oltre 25 anni.
Come per ogni parte dello sviluppo fetale, il processo può andare male. Il bambino può nascere con il corpo di un sesso ma con cervello e mente dell’altro, lasciandolo arenato tra (trans) i sessi. La ricerca cerebrale non ha fatto altro che provare questa eziologia. Nelle autopsie condotte su persone nate ts, tutte avevano sesso cerebrale del sesso opposto a quello attribuito loro alla nascita. (In natura e medicina, se qualcosa è dimorfico questo significa che esiste in due tipologie distinte. In questo caso, essere dimorfico significa che la struttura di parti del cervello, e la prioritarizzazione dei pensieri, è diversa tra maschi e femmine.)
Alterare la mente per adattarla al corpo transessuale non è medicalmente possibile. Non è la mente che è sbagliata. La soluzione è alterare il corpo per accordarlo col cervello/mente. Questo è chiamato riassegnamento sessuale o conferma del sesso. Necessitando di molti anni, tipicamente include terapia ormonale sostitutiva, più un enorme quantità di duro lavoro e costi finanziari per il sofferente. La chirurgia non è che una parte finale del trattamento.
Il transessualismo non ha connessioni col travestitismo. I travestiti sono uomini che vestono abiti femminili per gratificazione ma sono contenti di essere maschi, sono solitamente eterosessuali e sono orgogliosi della loro mascolinità.
Il transessualismo non ha connessioni con l’omosessualità. Gli uomini gay sono attratti da uomini gay. Solitamente entrambi i partner in una relazione omosessuale sono orgogliosamente maschili e né cercherebbero né tantomeno acconsentirebbero alla rimozione dei loro organi maschili (né una lesbica cercherebbe o acconsentirebbe alla rimozione dei suoi organi femminili) tranne che per combattere una grave malattia come un cancro a quegli organi. In questo senso non sono diversi da tutti gli altri. L’omosessualità riguarda le relazioni. Il transessualismo concerne l’identità, non l’orientamento sessuale. Come tutti, la persona nata ts può essere attratta da uomini, donne, entrambi o nessuno.
Il Transessualismo non è una malattia mentale. Ogni sofferente della sindrome che si presenta per il trattamento è valutato nel corso degli anni da psichiatri e/o psicologi per assicurarsi che siano stabili e sani di mente. Se psicotici, illusi, malati di mente, instabili, “in una fase” o agendo d’impulso, non riceveranno nessun trattamento diretto per il transessualismo finché non siano stabili. Devono essere considerevolmente più stabili e sani di mente della “norma”.
Il transessualismo non è travestirsi o mettersi un costume. La persona transessuale deve vestire e vivere esclusivamente come membro del sesso apparentemente “opposto” – come una parte clinicamente necessaria della terapia – per un minimo di un anno prima della richiesta di visita specialistica per la chirurgia.
Non è “un uomo che vuole diventare una donna” o viceversa. Prima del trattamento, l’individuo non è NE’ uomo NE’ donna ma è transessuale. Solo una percentuale del loro corpo è del sesso erroneamente attribuito loro alla nascita. Il loro cervello, mente e quindi identità, non sono di quel sesso. Riferirsi a loro come membri del sesso attribuitogli alla nascita (lui, o lei) usando solo parti convenienti del loro corpo come riferimento, sarebbe pura ignoranza. Anche le persone transessuali hanno dei sentimenti.
La sindrome non è “curabile” in altro modo che il riassegnamento di sesso. Se fosse possibile per il sofferente “accettare il suo corpo così com’è”, pochi cercherebbero il riassegnamento. Infatti, se fossero in grado di accettare il loro corpo sbagliato loro non sarebbero transessuali in primo luogo. Dopo il riassegnamento sessuale la persona non rientra più nella definizione clinica di “transessuale” ed è semplicemente una donna o un uomo.
Completamente imprevedibile, la sindrome transessuale può manifestarsi in qualsiasi famiglia. Non puoi mai sapere che tuo figlio o tuo nipote non è transessuale. La maggior parte dei sofferenti spende molti decenni profondamente infelici cercando di essere del sesso a cui tutti gli altri insistono appartenga e, se interrogati, potrebbero negare con forza di essere qualsiasi altra cosa se non di quel sesso. Potrebbe volerci la maturità degli anni per loro per capire appieno cosa non va, e ancora altri anni per mettere insieme la grande quantità di coraggio necessario per fare qualcosa in proposito. Perché nessuno può “diventare” transessuale, tu puoi sapere che tu, personalmente, lo sei o non lo sei, ed essere grato se non lo sei. (ciò solo per grazia dell’insensibilità del recettore ormonale…)
Il Transessualismo è qualcosa di cui ridere SE uno ride anche dell’ insufficienza renale, della cardiopatia, del diabete, della cecità e di tutte le altre condizioni cliniche. Esso, e il suo trattamento, non sono più inusuali o innaturali che l’indossare occhiali per correggere un difetto visivo. Nessun trattamento medico è “naturale” altrimenti dottori, dentisti e farmacisti non sarebbero necessari. Dei disturbi congeniti non possono essere “approvati” o “disapprovati”. Essi sono fatti.
In termini di scelta, il transessualismo non è diverso dalla sclerosi multipla. Non trattato, può – e troppo spesso accade – concludersi con morte prematura o pazzia per intollerabili ansie e molteplici frustrazioni perché nessuno può sopprimere la propria intera identità per tutta la vita. Prima del riassegnamento sessuale l’80% dei sofferenti contemplano seriamente, tentano o commettono suicidio. Postoperativamente, questo numero si riduce a ben sotto l’1% – lo stesso che per il resto della popolazione. La British Medical Association ha stimato che ci potrebbero essere più di 25,000 persone nate ts nel Regno Unito in qualsiasi momento. In Gran Bretagna, ai più sono negati adeguato trattamento o comprensione nonostante altrove in Europa non sia così.
Il transessualismo non è un argomento triviale. Tipicamente, costa al sofferente famiglia, casa, amici, lavoro, reputazione, beni, risparmi e rispetto. Addizionalmente la terapia costa al sofferente approssimativamente £9,000 – £15,000 (nel 1998).
La mancanza di terapia potrebbe ben costar loro la vita.
Queste perdite sono tutte dovute solo alla pubblica inconsapevolezza delle realtà della condizione. Nascere transessuali non è una scelta. Non è “qualcosa nella mente”.
Fosse il tuo corpo alterato in quello del sesso opposto ma la tua mente rimanesse com’è adesso, saresti allora nella situazione di una persona transessuale prima di qualsiasi terapia. Costretto a vivere totalmente come un membro del sesso sbagliato – e non solo per un giorno.
RIFERIMENTI
Brain Sex - Anne Moir & David Jessel, published by Michael Joseph (London), 1989, remains one of the most comprehensive reviews. It includes a strikingly thorough and colossal bibliography containing many pointers to research work around the world. — ISBN 0 7181 2884 2.
A sex difference in the human brain and its relation to transsexuality – Jiang-Ning Zhou, Michael A Hofman, Louis JG Gooren & Dick Swaab; Graduate School Neurosciences Amsterdam, Netherlands Institute for Brain Research & Department of Endocrinology, Free University (VU) Hospital, Amsterdam. Report published in Nature, Volume 378, 2 November 1995, pp 68 – 70. Article indicates several other research reports. To read this important report click here (external link).
Sex Reassignment at Birth: A Long Term Review and Clinical Implications – Milton Diamond, Ph.D. & H. Keith Sigmundson, M.D, University of Hawaii at Manoa, John A. Burns School of Medicine. To read this important report click here (external link to website independant of this one).
Transsexualism: The Current Medical Viewpoint. Click here - to read this document prepared for the Parliamentary Forum on Transsexualism, by Dr Russell W Reid, Hillingdon Hospital, et al.
MAGGIORI INFORMAZIONI
Endocrine disrupters- effects on humans - S Boegeman, C Lewis, & C Tyler, Harvey Mudd College, Claremont, California. Site includes a wealth of information about the effects of hormones in the environment.
Link allo scritto in lingua originale:
TearS: facTS about transsexualism
Kathleen’s Korner
Bad Questions to Ask a Transsexual
21 apr 2008 Lascia un commento
in Transessualismo Etichette: ftm, funny, humour, mtf, Sindrome di Harry Benjamin, transessuale, transsexualism
Video mooolto sarcastico, di Calpernia Addams
Altri filmati nella pagina Video
La lista delle cattive domande dal suo sito (leggermente diversa da quella usata nel video).
Lista delle cattive domande di Calpernia
Sì, nonostante ciò che ti è stato detto, esiste qualcosa come una cattiva domanda! Sono stata sotto i riflettori per più di un decennio, e mi sono state fatte domande personali scandalosamente inappropriate tutto il tempo. La maggior parte di esse potrebbe trovare risposta facilmente nella stessa mente di chi le chiede anche solo pensandoci per circa un secondo. Ciò che di solito stai veramente chiedendo è, sai che ti sto giudicando? E la risposta a ciò è sì. Questa lista potrebbe sembrare un pochino… arrabbiata, forse. Ma dopo così tanti anni, mi azzarderei a dire che poche persone gestirebbero queste cose tanto diplomaticamente quanto io tento di fare. Se non mi hai mai chiesto (a me o ad un’altra persona che ha transizionato) queste domande, siediti e goditi la lista. Se invece l’hai fatto, non preoccupartene, solo pensaci meglio la prossima volta. Sono una vera persona del Sud, quindi se mi chiedi di persona se mi ha infastidito quella volta che mi hai fatto una di queste domande, probabilmente dirò, “No! Certo che no!”, ma in verità la risposta è sì. Mi ha davvero infastidito. Ecco quelle che odio sentirmi chiedere di più, e nello spirito del vecchio MAD Magazine “Risposte taglienti a domande stupide” ecco alcune risposte ad esse:
So che questa domanda è nella tua lista di cattive domande, ma voglio davvero sapere una delle cose sulla lista! Il “non chiedere” non si applica a ME, vero?
SI! Per l’amor del cielo, sì si applica a te! Tu sei probabilmente la persona che si mette in fila alla cassa 10 articoli o meno del supermercato con 20 articoli, vero? Tutte le regole si applicano a te come a chiunque altro!
Non ti offendere se ti chiedo questo, ma…
Ogni domanda dopo questa frase è sempre stata offensiva. In ogni caso.
Il tuo intervento chirurgico ha fatto male?
Usano questa nuova cosa chiamata anestesia che di solito copre il problema del dolore. Idiota!
Qual è/qual era il tuo “vero” nome? Qual era il tuo “vecchio” nome?
Questa è una grossa. Il mio vero nome è Calpernia Addams. Cosa stai chiedendo qui in verità? Pensaci. La maggior parte della gente chiede questo perché:
- Non mi considerano “veramente” una donna, e mentre sono disposti ad assecondarmi chiamandomi Calpernia, vogliono la “verità” su chi sono.
- Considerano la mia attuale identità essere “in realtà” una menzogna.
- Vogliono avere qualcosa a cui aggrapparsi per “provare” che io sono “in realtà” qualcosa d’altro che ciò che sembro. La gente usa i vecchi nomi per ferire e controllare le donne che hanno transizionato, deridendole e usando il nome per farle stare al loro posto. Al meglio, è una domanda rude, e anche se tu fossi morbosamente curioso, non lo chiedere. Ci sono cose che io mi chiedo su di te e non domando, fidati.
- Ma tutti sanno che il vecchio/vero nome di Marilyn Monroe era Norma Jean! Dov’è la differenza? Rivelare il nome di nascita di Marilyn Monroe non fa nulla per cambiare i suoi attributi umani profondi come il genere nella mente di una persona. E’ sempre una donna con entrambi i nomi. Rivelare il nome assegnato alla nascita di una persona che ha transizionato immediatamente invalida o mette in dubbio il loro genere agli occhi di una persona comune.
- Ma così-e-così mi ha detto il suo vecchio nome! Vedere la risposta a “Posso vedere una tua foto di prima?”
Se mai qualcuno usa il mio nome di nascita, che sia un reporter in un’intervista, qualcuno dal mio passato o anche un membro della famiglia, so che non importa ciò che dicono, stanno specificatamente e malignamente cercando di ferire i miei sentimenti e ignorare la mia identità. Questo è ciò che stai facendo quando mi applichi un nome maschile, lo sento nello stesso modo in cui ti sentirei dire, “Fai schifo e voglio che tu senta dolore e infelicità” guardandomi dritto negli occhi. Noi abbiamo “chiuso” immediatamente una volta che avete fatto questo. Ho passato troppi anni ad essere gravemente danneggiata da questo, ma mi secca ancora se tu specificatamente e malignamente cerchi di farmi star male.
Posso vedere una tua foto di “prima”?
Di nuovo, perché? Per soddisfare la tua curiosità morbosa? So che hai un gran bell’aspetto ora, ma posso vedere una tua foto di quand’eri un grasso bambino? Posso vedere una tua foto nel momento più umiliante, infelice della tua vita? Che sia per avere un divertente spettacolino di “prima e dopo”, per vedere ciò che consideri il “vero” me, è rude comunque in entrambi i casi. Così un’altra donna che ha transizionato ti ha mostrato la sua senza farsi problemi? Beh, per molte donne che affrontano la transizione, qualsiasi tipo di approvazione o convalida avviene raramente. Alcune sono così desiderose di far piacere, così sole e altrimenti respinte, che faranno o diranno qualsiasi cosa per ricevere una pacca sulla spalla. E per alcune persone che transizionano, è tutto riguardo il processo e non il risultato e hanno un progetto completamente differente da me. Alcune donne sono talmente altruiste da condividere le loro foto di prima e dopo in ambienti controllati per ispirare altre persone transizionanti o illustrare i risultati della chirurgia per donne che stanno considerando procedure simili, e io le applaudisco. Ma questo per me non è un gioco, un trucco di magia o uno spettacolo, è superare una vita di infelice deformità per diventare chi sono veramente. La mia dolorosa lotta non è materiale per il pubblico intrattenimento.
Ci sono un sacco di mie terribili foto in giro, sono la prima ad ammetterlo, e ne arriveranno ancora di più, ha ha. La transizione non è stata un processo facile per me. Non avevo un gran bell’aspetto prima di cominciare la transizione, e ho avuto dei primi anni imbarazzanti. Diavolo, qualunque bellezza io abbia oggi è esclusivamente nell’occhio di chi osserva.
Prevedo che come continuo il mio lavoro sotto i riflettori, ci sarà gente dal mio passato che sarà desiderosa di mostrare foto dei miei brutti momenti. C’è sempre qualche persona che vuole ferire gli altri, e avvelenare le loro conquiste. Così quando quelle foto verranno mai alla luce, ricorda che stai guardando una persona molto sola e triste che lotta disperatamente per trovare la ragazza che ha sempre desiderato vedere nello specchio. Ogni brutta parrucca, make-up malmesso, abito scadente era un tentativo di sentirmi bella quando non ero bella. E se mai ti capitasse di vedere una mia foto di quando dovevo tentare di vivere come un ragazzo, sappi che la persona che vedi stava affogando in miseria, disgusto di sé e disperata infelicità. Queste immagini verranno probabilmente tutte alla luce un giorno, e mi feriranno e imbarazzeranno un’po’, ma sopravvivrò a quella nuova cattiveria e andrò avanti con la mia vita.
Come col vecchio nome sopra, chiude condivide queste foto o un programma che presenta queste immagini in connessione col discutere di me dovrebbe sapere che mentre sono stata esposta a crudeltà peggiore, considererò questo un maligno e diretto schiaffo in faccia, e noi abbiamo “chiuso” quando succede.
(qualunque cosa sulla mia vita sessuale)?
Non sono assolutamente affari tuoi.
(qualunque cosa sui miei genitali)?
- Non sono assolutamente affari tuoi. Chiederesti mai a qualunque socio, nuovo amico, attrice o scrittore qualcosa sui loro genitali? Se dici sì, allora sei decisamente strano.
- Questa è una delle domande preferite dagli uomini, sia gay sia etero. Il mio cervello tende a spegnersi appena la sento. Di solito le parole “tagliato” e “via” sono coinvolte in questa domanda. Solo perché so che non tutti sono ben informati sulle cose come me, dirò questo:
Un chirurgo non “taglia via” i genitali di una donna trans durante la vaginoplastica. L’idea che lo facciano è piuttosto stupida in verità, e se pensassi che qualcuno crede che mi sia fatta “tagliare via” i genitali, dovrei supporre che pensino che io sia pazza. Un buon chirurgo inverte e rimodella tessuto esistente e nervi per creare una vagina funzionante e sensibile.
Come nota aggiuntiva, l’essere donna non è definito dalla mancanza di un pene. Per esempio, la gente pensa che “tagliare via” i genitali di qualcuno o avere una vaginoplastica “faccia diventare” una donna. Se rimuovi il pene di un uomo, un uomo che sa nel suo cuore di essere uomo è sempre un uomo, solo uno senza pene. Se devi definire la gente dai loro genitali, allora penso che la maggior parte delle donne non-trans preferirebbero pensare che la presenza di una vagina è una caratteristica definente per loro, NON l’assenza di un pene. Per le donne trans, il cui corpo le ha tradite, la maggior parte cerca comprensione di sé dai loro sentimenti sulla loro “anima” o “mente”.
No, non puoi vederlo. Sì, m’infastidisce che tu mi faccia inquisitorie domande sessuali su di esso nei primi 20 minuti della nostra conoscenza. Non fare mai domande sessuali inquisitorie su di esso a meno che non stiamo uscendo insieme o mi hai appena comprato una sontuosa cena (Sizzler non conta).
Esci con uomini etero o gay?
Domanda stupida. Che cosa eccita un uomo gay? Pensa a Brad Pitt, i modelli di Abercrombie & Fitch, il loro coach di football. Muscoli e mascolinità e peni e così via. Assomiglio a qualcuna di quelle persone? Ho qualcuno di quegli attributi? Ora, cosa fa eccitare un uomo etero? Angelina Jolie, le modelle di Victoria’s Secret, le amiche di loro sorella. Lunghi capelli, pelle morbida, seni e così via. Assomiglio a qualcuna di quelle persone? Beh, neanche nel mio giorno migliore, ma sono più come loro che come i ragazzi che ho menzionato. Ho qualcuno di quegli attributi? Sì. Non ho niente di quello che un uomo gay vuole da un amante. Ho tutto quello che un uomo etero vuole da un’amante. Quindi fai 2+2.
Sei un uomo o una donna?
Pensaci. Fare questa domanda a chiunque li insulterà. Qualunque siano. Non fare mai a un essere umano questa domanda.
Sei trans?
(conversazione con una persona gay/lesbica in locale gay come un bar o ad un evento)
Loro: Sei trans?
Me: Cosa? Perché mai mi chiedi questo?
Loro: (Sospiro petulante) Ragazza, è solo una domanda. Lo sei o non lo sei? (non detto: come persona gay, ho il diritto di fare domande in proposito)
Me: Sono genuinamente curiosa, perché lo vuoi sapere? Perché chiederesti a chiunque questo?
Loro: non t’incazzare, ragazza. Ti stavo facendo un complimento, sei molto carina.
Me: quindi il tuo complimento era che sono così carina che hai capito subito che sono “trans”? Vai via.
Non mi “vergogno” di aver transizionato, è un fatto documentato della mia vita. Il mio vero problema con questa domanda è la motivazione. Quando una persona gay (che non mi conosce da altre cose) mi fa questa domanda inaspettatamente, è un sottile, maligno modo di dirmi che sanno il mio “segreto”, che “non li frego per niente”. Di solito è chiesto nel modo con cui qualcuno ti chiede “Oh stai indossando una panciera? Sembri così magra!” C’è sempre la possibilità che una trafelata fag hag* nuova arrivata possa eccitatamene provare il suo nuovo appena sviluppato trans-radar cercando di confermare ogni segnale lei senta da me, in un genuino tentativo di localizzare una divertente nuova amica, ma io non posso incoraggiare un comportamento negativo neanche quando ben intenzionato.
*donna etero che ama fare amicizia con uomini gay (o in questo caso donne trans) e passa molto tempo nei loro luoghi di ritrovo.
Penso a te come a una donna.
Non davvero una domanda, ma doveva essere menzionata. Dire questo significa che non lo pensi, in verità. Non hai mai detto questo a tua madre, tua sorella o alle tue amiche.
Ho visto…
- …“Tootsie”, e sento di capire davvero quello che stai attraversando!
Io ho visto “Scemo e più scemo”, e mi sento allo stesso modo riguardo te.
- …“Il Silenzio degli Innocenti”, e non vorrei che un transessuale insegnasse ai miei figli.
Io ho visto “American Psycho” e non vorrei che uno yuppie* eterosessuale insegnasse ai miei figli.
- …del porno transessuale e penso che tu sia sexy/disgustosa!
Io ho visto del porno MILF**, e penso che tua madre sia sexy/disgustosa.
*giovane uomo bianco in carriera ben integrato nella società con uno stile di vita influente.
**Porno incentrato su donne di mezz’età.
Hey, so che stai per andare a vedere un film Disney con degli amici e un ragazzo, ma volevo proprio parlare del brutale assassinio del tuo fidanzato e del conseguente circo mediatico.
Per favore non mi fate più questo. Sono passati otto anni, e voglio sinceramente tenere i miei pensieri su Barry per me adesso. Discuterne brevemente in un’intervista è una cosa, ma non è una conversazione sociale informale. So che il film “Soldier’s Girl” ha toccato il cuore di molte, molte persone proprio come la sua lavorazione e le interpretazioni hanno toccato il mio. Apprezzo la gentile simpatia di tutti, e non rimprovero la gente per voler esprimere un apprezzamento per il film. Chiederei solo di tenere conto del momento (evento GLBT: ok ma siamo brevi, festa di compleanno da Chuck E.Cheese: aspetta per un’altra volta) e non voler approfondire troppo. Molte domande hanno migliori risposte nella sezione Soldier’s Girl
Conoscevo questa persona che era transessuale laggiù in (posto qualsiasi) che si chiamava (nome qualsiasi). La conosci?
Io conoscevo questa persona che faceva un sacco di domande stupide laggiù nella tua terra natia. La conosci?
La mia parrucchiera è una transessuale/la cassiera alla mia stazione di benzina/ecc.
Onestamente, non m’interessa. Dici ad una nuova persona asiatica che hai appena incontrato, “la ragazza che mi fa le unghie è asiatica!”? Immagino che tu stia cercando di mostrare che sei cool e informato, ma ho fatto la cosa del tollerante cenno di sì col capo su questo per abbastanza anni da pensare d’aver pagato i miei doveri in proposito e di poter smettere di ascoltare. Parliamo di altre cose!
Un consiglio: prendimi per come sono. Trattami allo stesso modo in cui vorresti che tua sorella o tua madre fossero trattate da uno sconosciuto. E attento alle buone maniere! Non sono una curiosità per te con cui giocherellare, di cui ridere, stupirsi o da giudicare.
